In occasione del trentennale dalla strage di Capaci, il Comune di Albenga ha voluto dedicare un momento di riflessione in memoria del giudice Giovanni Falcone che, insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro persero la vita il 23 maggio 1992.
Erano presenti i ragazzi delle scuole elementari e medie dell’I.C. Albenga I il sindaco riccardo Tomatis, il vicesindaco Alberto Passino, gli assessori Mauro Vannucci e Gianni Pollio e il consigliere Martina Isoleri che ha dato lettura di un messaggio inoltrato da Luca Losio dell’Associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.
A seguire le insegnanti hanno presentato i lavori che gli alunni hanno realizzato durante l’anno scolastico e i ragazzi delle scuole medie hanno dato lettura di alcune frasi che li hanno particolarmente colpiti pronunciate da persone che, durante la loro vita si sono sempre battute nella lotta contro le mafie.
Afferma il sindaco Riccardo Tomatis: “Ringrazio tutti gli insegnanti e i ragazzi che oggi sono stati presenti al momento che abbiamo voluto dedicare alla memoria del Giudice Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorsa che quel 23 maggio 1992 hanno perso la vita nella strage di Capaci.
Mi sono sentito avvolto da un vero e proprio abbraccio di legalità, l’abbraccio che mi hanno dato questi bambini e questi ragazzi grazie ai loro lavori e la lettura delle frasi pronunciate da chi, in passato, alla lotta contro la Mafia ha dedicato la sua vita.
Mi ricordo bene quella giornata di 30 anni fa. La ricordo come uno degli episodi più drammatici della nostra nazione, ma credo che quello possa essere considerato anche un momento di rinascita.
La mafia aveva scelto di dare il colpo di grazia allo Stato e aveva scelto di farlo con dei metodi di una violenza inaudita.
Il fatto stesso di aver utilizzato una quantità di esplosivo così ingente lo dimostra. Lo stesso “cratere” che si creò con l’esplosione voleva probabilmente essere un segnale.
Neanche 2 mesi dopo ci fu l’attentato di via d’Amelio con la morte di Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Quello fu un altro attacco feroce allo Stato, forse nel tentativo di metterlo in ginocchio.
Forse non si sarebbero aspettati che il nostro Stato, non solo a livello di Istituzioni e Forze dell’Ordine, ma soprattutto a livello di cittadini, avrebbe reagito in quella maniera.
Da allora è ricominciata la rinascita e abbiamo iniziato a combattere uno dei nemici più terribili: l’omertà. La gente ha iniziato a parlare e da lì c’è stata una presa di coscienza e consapevolezza. Bisognava cambiare rotta.
Gli Italiani dopo quel 23 maggio hanno iniziato a fare il loro dovere: denunciare quello che non andava bene. Ed è quello che Voi dovete imparare a fare.
Una frase letta da un vostro compagno deve rimanere impressa: non si nasce eroi, ma eroi si diventa e lo si diventa compiendo scelte coraggiose e a volte difficile.
Voi potrete essere eroi come lo sono stati Falcone e Borsellino e tutti coloro che si sono battuti per combattere le mafie e le ingiustizie!”.
TESTO MESSAGGIO DI LUCA LOSIO
«L’inizio della collaborazione con le scuole di via degli Orti risale ormai a dodici anni fa, tanti anni di lavoro fatto insieme con costanza e determinazione per far si che tutti gli studenti della scuola ogni anno sentissero raccontare cos’è la mafia e cosa ognuno di noi può fare contro la mentalità mafiosa.
Tutto è iniziato nel nome di Giovanni Falcone. Il progetto che abbiamo sempre portato avanti infatti si chiama “Per questo mi chiamo Giovanni”, e riprende il titolo di un libro che racconta la storia del Pool antimafia, dove il giudice Giovanni Falcone ha avuto un ruolo centrale ed indispensabile.
Dal 2010 siamo cresciuti insieme. È cresciuta Libera sul territorio con la nascita di un Presidio dedicato ad uno dei poliziotti che con Falcone aveva lavorato, Nino Agostino.
E’ cresciuto il progetto che adesso è in grado di coinvolgere tutti i gradi delle scuole, dai 5 anni ai 18 anni con testi che trattano non solo di mafia e di bullismo, ma anche di altri temi di giustizia sociale.
Negli anni insieme abbiamo imparato a conoscere molte altre vittime di mafia tramite incontri a scuola con i loro famigliari, tramite spettacoli teatrali e tramite gli approfondimenti di tanti nomi in preparazione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” che si tiene ogni 21 marzo.
In questi anni circa 1500 studenti sono passati dal progetto legalità dell’istituto Albenga 1, ed i primi ormai sono degli adulti, che votano, che lavorano. E probabilmente qualcuno sta già crescendo dei figli. Speriamo che in ognuna di queste attività il ricordo di chi ha vissuto per liberare l’Italia dalla mafia sia un punto di forza. Per avere il coraggio di non abbassare lo sguardo davanti alle prepotenze ed alle ingiustizie.
E questo lavoro diffuso sulla popolazione di tutta Italia è nato proprio 30 anni fa, sull’onda dell’indignazione per le stragi degli anni 1992-1993. A differenza di molti altri omicidi di mafia che hanno colpito nei decenni lo Stato italiano, dopo le stragi di Capaci e di via d’Amelio la rabbia di tutto il popolo italiano non si è affievolita nel tempo. Da quelle morti è nato un vasto movimento condiviso da migliaia di cittadini per fare muro compatto contro la mafia.
Tra le molte iniziative la nascita dell’Associazione Libera nel 1995. Che ha tra i suoi pilastri proprio l’attività nelle scuole.
Oggi io sono alla commemorazione presso la scuola “Falcone” di Loano, per cui non posso venire a guardarvi negli occhi, ma i vostri insegnanti sanno che il lavoro fatto nella vostra scuola è apprezzato da Libera e che le occasioni per continuare insieme questo lavoro di memoria andrà avanti. Non solo nei giorni degli anniversari e non solo nel nome di Giovanni Falcone.
Si ricorda che oggi presso il Comando della Polizia Locale di Albenga alle ore 17.58 (l’ora della strage di Capaci) si terrà un minuto di raccoglimento in memoria di quanto accaduto.»
