Giornata della Memoria, conferita ad Aldo Marostica la cittadinanza onoraria di Loano

Questa mattina, in occasione della Giornata della Memoria, il sindaco di Loano Luca Lettieri ha consegnato l’attestato di cittadinanza onoraria ai familiari di Aldo Marostica, ex deportato nei campi di sterminio nazisti recentemente scomparso. La cerimonia si è tenuta nella Sala del Mosaico di Palazzo Doria, alla presenza della moglie di Marostica, Gina, delle figlie Laura e Marzia, del genero Andrea, del presidente della sezione Aned di Savona-Imperia Simone Falco, del segretario Enrico Baggioli e dei consiglieri comunali Luana Isella e Emanuele Campisi e dell’ex primo cittadino loanese Luigi Pignocca.

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“Aldo Marostica – ricorda il sindaco Luca Lettieri – ha sempre partecipato in prima persona agli eventi promossi dall’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti e negli anni ha accompagnato centinaia di studenti e tantissimi amministratori comunali di Loano nei viaggi nei campi di concentramento di Dachau, Gusen e Mauthausen. Marostica è stato prima una vittima e poi un testimone preziosissimo dell’odio razziale e ideologico che ha portato alla creazione di queste terrificanti realtà: ha raccontato le condizioni di vita e le umiliazioni subite dagli internati e, soprattutto, ha contribuito in maniera determinante a fare in modo che quella pagina così cupa della nostra storia non fosse mai dimenticata. Anzi, ha fatto proprio della trasmissione della memoria la sua missione di vita. Per questo, come amministrazione abbiamo voluto rendere omaggio a questo nostro concittadino loanese che, con impegno e forza morale, è riuscito a far conoscere questo dramma a tante generazioni di italiani”.
Nato il 3 novembre 1925 a Castagnaro, in provincia di Verona, di professione meccanico, subito dopo l’8 settembre 1943 Aldo Marostica iniziò la sua attività di partigiano distribuendo agli operai della Falk di Sesto San Giovanni il materiale propagandistico che insieme ad altri riusciva a reperire e consegnare ai partigiani nella zona di Lecco e della Val d’Ossola con il suo sidecar. Nel 1944 aderì allo sciopero promosso dai comitati antifascisti del “triangolo industriale” che si erano organizzati dopo l’8 settembre 1943, il giorno dell’armistizio e della fuga dalla capitale del re Vittorio Emanuele III, del primo ministro Badoglio, del governo e dei comandanti militari. Tale partecipazione costò a lui e ad altri operai l’arresto da parte degli uomini della Rsi. Venne dapprima portato al commissariato e poi al carcere di San Fedele, vicino al duomo di Milano; dopo qualche giorno venne trasferito a San Vittore, poi a Bergamo nella caserma del 78^ Fanteria, in via Colleoni.

Dopo qualche giorno allestirono un treno di carri bestiame con destinazione Mauthausen, il campo di sterminio dove i nazisti rinchiudevano i prigionieri politici. Il treno con 440 persone (400 uomini e 40 donne che saranno trasferite in seguito a Ravensburk) partì il 5 aprile 1944 e arrivò alla stazione di Mauthausen il giorno di Pasqua del 1944, l’8 aprile. Tutto il gruppo venne trasferito nel campo grande: uomini e donne furono spogliati di tutti i loro averi e ad Aldo fu data una targhetta con il suo numero di matricola 61685. Successivamente venne trasferito nel sottocampo di Gusen I e Gusen II dove venne fatto lavorare insieme ad altri deportati in condizioni terribili.

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Uomo coraggioso ma soprattutto molto preparato professionalmente, si salvò grazie alle sue conoscenze tecniche. Come meccanico lavorò per le SS riparando e trasformando i mezzi di trasporto in un periodo della guerra in cui cominciavano a scarseggiare i pezzi di ricambio. Molti compagni arrestati con lui purtroppo sono morti per le fatiche e i maltrattamenti. Dopo la Liberazione avvenuta il 5 maggio 1945, Marostica venne rimpatriato il 22 giugno e ritornò a casa il 27 giugno. Per oltre mezzo secolo ha testimoniato alle nuove generazioni l’orrore dei campi nazisti, ha accompagnato ogni anno gli studenti delle province di Savona e Imperia in visita ai campi nazisti durante il “Viaggio della Memoria” ricordando i compagni che dall’inferno dei lager non fecero più ritorno.

Marostica è stato vice presidente di Aned Savona e Imperia durante la presidenza di Maria Bolla. A ottobre scorso era stato nominato presidente onorario e membro del Comitato d’Onore di Aned nazionale. Il 27 gennaio 2017 gli era stata conferita la Medaglia d’Onore dalla Presidenza della Repubblica. Nel 2019 il consiglio comunale di Loano aveva concesso all’unanimità a lui e alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria. Si è spento il 9 dicembre scorso, all’età di 96 anni.