I sindacalisti Confsal e Fesica: “Istituzioni e politica non possono più rimandare o ragionare troppo perché, nel frattempo, i lavoratori muoiono”

Un lavoratore edile in cantiere

“Nei primi sette mesi dell’anno, in Liguria, sono avvenuti 50 infortuni sul lavoro al giorno. Di questi 14 sono stati mortali, un aumento del 6,3 per cento rispetto all’anno scorso”. A denunciarlo sono il segretario regionale della Confsal Domenico Daniele Geria con Daniela Cherchi e Bruno Mariani, rispettivamente segretaria provinciale di Genova e segretario generale della Fesica, dopo che ieri un operaio di 54 anni, Davide D’Aprile, ha perso la vita nel capoluogo ligure precipitando da un’impalcatura mentre lavorava sui ponteggi in allestimento di un palazzo in ristrutturazione.

“Questi accadimenti così ripetuti e drammatici non sono figli di un Paese civile, non sono più tollerabili, sulla sicurezza sul lavoro Istituzioni e politica attiva non possono più rimandare o ragionare troppo perché, nel frattempo, – dicono Mariani, Cherchi e Geria – i lavoratori muoiono”.

“Vorremmo ricordare come quest’ultima morte in cantiere è avvenuta, tra l’altro, proprio mentre è attiva una campagna straordinaria di vigilanza, anche se fino al 31 dicembre, proprio nel settore dell’edilizia. Oggi, dopo aver anche lavorato ad una Proposta di Legge in materia ferma in Commissione Lavoro alla Camera, sosteniamo l’allarme lanciato dal capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro Bruno Giordano sulla richiesta di maggiore potere per intervenire sulle aziende che violano le norme. Giordano si è insediato a Luglio ma ha già capito il problema, anche per noi cruciale, che sta alla base. Ovvero – continuando i due sindacalisti – il coordinamento dei servizi ispettivi di Inps e Inail, fondamentale per poter fare in una volta sola controlli incrociati con l’Inl sulla regolarità complessiva dell’azienda e sulla posizione contributiva, assicurativa e della sicurezza dei lavoratori”.

“Ci appelliamo anche alle recenti dichiarazioni del Ministro Orlando per invertire rotta e che ha ammesso la drammaticità dell’evidenza di questa emergenza che potremmo, ormai purtroppo, definire strutturale”, concludono.


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