L’Andora Jazz Festival omaggia Duke Ellington

Grande jazz con l'Ensemble di Riccardo Zegna

di Alfredo Sgarlato – L’associazione AndorArte, insieme al Comune di Andora, da alcuni anni sta organizzando una serie di ottimi appuntamenti musicali. Dopo aver proposto nel mese di luglio due trascinanti serate blues con Superdownhome e N’Kem Favour, ieri sera è iniziato l’Andora Jazz Festival, con l’ensemble del Maestro Riccardo Zegna che interpretava i Concerti Sacri di Duke Ellington. Queste composizioni non sono tra le più note del geniale compositore e bandleader di Washington, tranne forse Come Sunday, scelta per iniziare e affidata alla sentita interpretazione di Chantal Saroldi; eppure Ellington, che pure le scrisse su commissione tra il 1965 e il 1973, negli ultimi anni della sua vita, le considerava il proprio capolavoro.

Della sterminata e magnifica opera di Ellington sono certamente più noti gli swing come Take the A train, o le intense ballad come Solitude, ma anche queste composizioni sono di livello assoluto. Com’è tipico della spiritualità afroamericana (che era presente in molti giganti del jazz, massimamente Mingus e Coltrane, che di Duke furono devoti ammiratori), questi brani, di cui Ellington è autore anche dei testi, sono gioiosi e pieni di ritmo, in un’evocazione della fratellanza universale di cui l’interplay di una big band è l’incarnazione artistica.

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Per chi ama il jazz Riccardo Zegna non avrebbe bisogno di presentazioni: nato a Torino ma ormai ligure di lungo corso, pianista, compositore e grandissimo conoscitore della storia della musica, da anni è tra i musicisti più amati da noi appassionati (se che come chi scrive siete liguri sarà sicuramente stato tra i primi solisti che avrete visto su un palco fin da ragazzini…), anche per il suo modo di fare spiritoso e gentile, che lo accomuna a un altro leggendario artista, Franco Cerri.

Ieri sera si è cimentato soprattutto come direttore, con qualche intervento al piano elettrico, lasciando tutto il proscenio all’ottima band, con molti tra i migliori solisti della zona come Claudio Chiara, Stefano Calcagno, Livio Zanellato, Corrado Trabuio, e sei strepitose vocalist a interpretare i testi. L’orchestra ha un ritmo trascinante, e sia le parti vocali che quelle strumentali sono piene di swing ma, trattandosi di Duke, sarebbe stato impossibile il contrario. I solisti riproducono ottimamente il “jungle sound” inventato dai musicisti di Ellington; l’amalgama tra parti improvvisate e parti scritte è perfetto, una macchina da musica rodata alla perfezione. Una serata godibilissima, e ottimamente organizzata, che il pubblico presente ha gustato con grande piacere. Stasera seconda serata con Italian Spirit Trio, Vezzoso/Collina/Marchesini.

*Foto dalla pagina web di AndorArte


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