Borghetto: “No a colate di cemento, Sì a progetti di rigenerazione urbana”

Due pratiche urbanistiche nel mirino della minoranza consiliare di Borghetto Santo Spirito: “Spregiudicate e dannose per la comunità”

Due pratiche urbanistiche nel mirino della minoranza consiliare di Borghetto Santo Spirito. È il consigliere Giancarlo Maritano a sollevare dubbi e perplessità dopo l’ultimo Consiglio comunale: “Due delibere che sono state definite alienazione e valorizzazione di immobili di proprietà comunale, ma che in realtà sono due vere e proprie varianti al Piano Regolatore, che risale al 1978 e da allora mai modificato per incapacità delle varie amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni” afferma.

“Considerato che l’Urbanistica è recentemente transitata a un nuovo assessore, non vorrei mai essere costretto a rimpiangere l’ex assessore Moreno, persona certamente competente, politicamente intelligente, con legittime ambizioni fuori dei confini comunali (come in realtà è stato) che mai avrebbe presentato pratiche urbanistiche così spregiudicate e dannose per la nostra comunità”.

E Maritano entra nel merito: “Nello specifico si parla delle zone urbanistiche F (per definizione servizi pubblici) di proprietà comunale: la prima si trova sulla strada provinciale per Toirano, proprio dietro alle sagome di tre enormi casermoni di nove piani, chiamati “Panorama”, (che invero il panorama lo tolgono a chi gli sta vicino…) costruiti all’epoca del boom edilizio che da soli richiederebbero l’osservanza rigorosa degli standard urbanistici; infatti, solo un imprenditore privato sprovveduto potrebbe essere interessato a costruire un edificio residenziale dietro ad un muro di cemento impressionante; così come solo un’amministrazione superficiale potrebbe pensare di attribuire a zone F un indice di 1,5 mc/mq (dopo che quest’area era stata consegnata al Comune (con regolare convenzione) spoglia di indice, essendo lo stesso già stato utilizzato nell’ambito di una lottizzazione sulla collina di Pineland). Alla stessa area, appena nel 2018 il PUC (presentato dall’attuale amministrazione e non approvato dalla Regione Liguria, sul quale il Comune di Borghetto ha fatto ricorso al Tar), aveva attribuito un indice di edificabilità di 0.9 mc/mq!”.

“Poiché’ il compito di una Regione è quello di valutare attraverso osservazioni l’aderenza di un PUC alle leggi urbanistiche, pensare di far ricorso sembra un delirio di onnipotenza oltre che un atto di immaturità politica (senza considerare che l’amministrazione regionale ha lo stesso colore politico della maggioranza a Borghetto S. Spirito)”.

“La seconda area soggetta a delibera si trova all’inizio di corso Raffaello (strada a traffico molto intenso che permette di raggiungere la via Aurelia all’inizio di Loano evitando l’attraversamento problematico dell’originario centro abitato di Borghetto). Il PUC dell’amministrazione attuale (2018) aveva individuato l’area come zona satura, pertanto non edificabile. A distanza di due anni hanno cambiato idea trasformando l’area da zona F a zona B di completamento con indice edificatorio 1,5mc/mq”.

“Ma non è finita… Nei giorni scorsi, come capogruppo ho ricevuto l’elenco delle delibere di Giunta di recente approvazione, tra queste una che approvava uno schema di convenzione edilizia che mi ha condotto ad un approfondimento. Per verificare il territorio bisogna aprire il grandangolo e subito le cose che non sono chiare diventano, invece, più nitide: tracciando un cerchio con un raggio di 500 metri possiamo trovare le due operazioni urbanistiche e questo terzo intervento in zona F (anche per quest’area ennesima variazione in zona B di completamento, con indice di edificabilità 1,5 mc/mq)”.

“Su quest’area (di proprietà privata) si prevede un Piano Casa con uno spostamento di volumi da altre zone distanti (dagli elaborati non è chiaro se aggiunti alla volumetria della stessa acquisita dal cambio di destinazione d’uso)”.

“A questo punto occorre fare alcune considerazioni: procedere a queste varianti significa sottrarre al territorio comunale zone dedicate a servizi pubblici che erano state individuate a suo tempo nel Piano Regolatore per la pesante saturazione edilizia del lungomare, del centro originario di Borghetto, della via Aurelia a levante del torrente Varatella e della via Ponti (in particolare quella al confine con Loano), in maniera da costituire un opportuno “polmone di recupero”. Inoltre si andrà a ridurre inevitabilmente il valore degli immobili delle zone adiacenti e ostacolare di conseguenza la loro necessaria ristrutturazione (essendo ormai strutture datate) ai fini di un recupero del patrimonio edilizio esistente”.

“La mia proposta è quella di utilizzare queste aree per interventi di Rigenerazione urbana (lo abbiamo già anche detto in Consiglio comunale) al fine di decongestionare il nostro centro abitato in alcune zone saturo oltre misura, in particolare quelle degradate (e tutti noi le conosciamo!)”. “Inoltre la progettazione di questi interventi è finanziata dalla Regione Liguria con appositi capitoli del bilancio regionale, e quindi senza impegno economico da parte del Comune” conclude Maritano.


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