Mantero: “Quale scelta aziendale di successo? Transizione energetica dovuta al sequestro degli impianti”

Matteo Mantero

“Assurdo che per parlare di transizione energetica (o ecologica), si porti ad esempio la realtà di Tirreno Power, dove la transizione dal carbone è iniziata solamente perché sono stati sequestrati gli impianti, mentre l’azienda aveva addirittura intenzione di raddoppiarne la potenza installata e proseguire con le emissioni per altri 30 anni”dichiara il senatore Mantero a margine del convegno di Tirreno Power sulla reindustrializzazione del sito di Vado Ligure. “Piuttosto perché, dato il suo ruolo istituzionale, non prende le distanze da un’azienda che a tutt’oggi è sotto processo per inquinamento ambientale da carbone?”

“È inoltre inopportuno che il Ministro della Transizione Ecologica partecipi ad un incontro organizzato da chi con la transizione energetica centra ben poco” – prosegue il senatore ligure di Potere al Popolo – “in quanto l’azienda, al momento del sequestro dell’impianto ad opera della Magistratura, non solo non aveva nessuna intenzione di “reindustrializzare” uscendo dal carbone, ma addirittura si proponeva di raddoppiare la potenza installata”.

“Quale scelta aziendale “di successo”? – conclude Mantero – “Se non ci fossero stati i Comitati e la Procura di Savona, ora parleremmo di una mega-centrale che brucerebbe 7.000 tonnellate di carbone al giorno, in mezzo alle case, come per altro ha fatto per 43 anni, fino a quel marzo del 2014”.