Savona: Tesori Danteschi della Biblioteca Barrili

Dante Alighieri

In occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri anche la città di Savona omaggia il Sommo Poeta con una esposizione dei suoi preziosi volumi conservati nella Biblioteca Barrili. Presso la Pinacoteca civica di Palazzo Gavotti è stata allestita una sala per ospitare il Codice Sansoni e l’incunabolo boninano, due volumi che fanno parte del primo nucleo di doni della Biblioteca Barrili.

“Il Codice Sansoni è stato richiesto in prestito dall’Archivio di Stato di Genova per una mostra che avrà inizio in autunno. Per questo, e per celebrare l’anniversario dantesco, ho pensato di coinvolgere la Biblioteca e la Pinacoteca per allestire questa mostra temporanea. L’esposizione farà conoscere ai cittadini e ai turisti questi tesori che normalmente sono conservati nel Fondo antico della Barrili, dove sono visibili solo con particolari cautele e previa prenotazione.” commenta l’assessore alla cultura Doriana Rodino.

“La mostra ha ottenuto il patrocinio della Regione Liguria e si inserisce tra le attività che caratterizzano una “Città che legge”, la qualifica ottenuta da Savona la scorsa estate. Oltre ai preziosi volumi che sono visibili in una teca, l’esposizione è composta dalle riproduzioni delle sei miniature del Codice Sansoni e dalle riproduzioni di otto delle 68 xilografie dell’incunabolo. Per promuovere la mostra abbiamo scelto di offrire l’ingresso gratuito la domenica mattina. Ringrazio Marco Genzone, direttore della Biblioteca civica, e Maria Donato, responsabile del servizio musei per il prezioso lavoro svolto” conclude l’assessore Rodino.

Biblioteca Barrili: 4 giugno-18 luglio 2021; giovedì: 15,30-18,30; venerdì e sabato:10-13,30/15,30-18,30; domenica ingresso gratuito: 10-13,30.

Note sui volumi esposti

Il Manoscritto Sansoni fu donato dall’avvocato Giuseppe Nervi che l’aveva ricevuto dalla famiglia Sansoni Riario. È un manoscritto di fine ‘300 della scuola fiorentina con sei miniature ed il commento di Jacopo Landini, erudito bolognese. Abbastanza sconosciuto agli studiosi fino al momento della donazione, venne studiato a inizio ‘900 dal professore padovano Antonio Fiammazzo, docente prima e preside poi del Regio Liceo Classico Chiabrera, nella sua pubblicazione “Il Codice Dantesco della Biblioteca civica di Savona”, edito nel 1910 dalla Tipografia Bertolotto. Nel saggio il Fiammazzo lo mette a confronto con altri manoscritti della Commedia, evidenziando le differenti varianti dei testi.

L’incunabolo stampato a Brescia dal tipografo dalmata Bonino Bonini nel 1487, invece, viene considerata la prima edizione illustrata della Commedia. Altri tentativi c’erano già stati, ma sarà il Bonini che con 68 xilografie illustrerà le tre cantiche, anche se in realtà, probabilmente, il progetto fu interrotto ad un certo punto, visto che solo l’Inferno ed il Purgatorio sono riccamente illustrate, mentre il Paradiso contiene un’unica immagine che non viene ritenuta pertinente dagli studiosi. Gli studiosi ritengono che oltre al Bonini le tavole siano state incise da almeno due allievi, meno bravi del maestro. Questo volume fu donato dal professor Francesco Pizzorno, docente di Retorica delle Scuole Pie di Savona


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