Consiglio regionale, dibattito sulla campagna vaccinale in Regione Liguria (2)

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Oggi si è svolta la seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alla campagna vaccinale anti Covid in Liguria. Nel pomeriggio è ripreso il dibattito iniziato in mattinata.

Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha esordito: «C’è mancanza di coerenza e coordinazione fra il presidente Toti, le Asl, ALiSa e tutti i soggetti che sono chiamati a partecipare alla campagna di vaccinazione» e ha invitato Toti ad attribuire ad altri la delega alla sanità. Il consigliere ha ricordato in aula gli annunci relativi agli obbiettivi della campagna vaccinale e i risultati effettivamente raggiunti fino ad a ora: «Tutti gli annunci – ha detto – sono stati puntualmente smentiti».

Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha dichiarato: «E’ una situazione talmente grave che dovrebbe vedere tutto il Consiglio impegnato in uno sforzo comune, mentre c’è il rischio che la seduta odierna diventi solo uno sfogatoio». Secondo il consigliere occorre cercare di individuare tutti insieme cosa non sta funzionando in Liguria. «Oggi in aula dobbiamo cercare, attraverso un sano confrontoe non con questo silenzio della maggioranza, di dare – ha aggiunto – risposte concrete ai problemi sollevati dai cittadini».

Claudio Muzio (FI-Liguria Popolare) ha puntualizzato che anche i consiglieri di maggioranza hanno fatto proprie alcune indicazioni dei cittadini, attraverso la presentazione di alcuni ordini del giorno. Il consigliere ha rilevato la capillarità sul territorio dei centri di vaccinazione e ha spiegato che il presidente ha deciso di tenere per sé la delega alla sanità «in quanto è la figura più autorevole assumendosi, in un momento così difficile, un’importante responsabilità sul piano personale».

Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha spiegato che la campagna vaccinale regionale si è dovuta adeguare alle direttive nazionali, che venivano modificate nel corso delle settimane e che ha l’incremento delle categorie da vaccinare deve fare i conti con le reali forniture di dosi garantite a livello nazionale. Il consigliere ha smentito che il tasso di mortalità in Liguria, a causa del Covid, sia maggiore che in altre Regioni. Rispetto alle richieste giunte a Toti dalla minoranza di lasciare la delega alla sanità, Vaccarezza ha replicato spiegando che il numero massimo di assessori consentito per la giunta è troppo basso.

Stefano Balleari (FdI) ha espresso perplessità sulla necessità effettiva di una seduta straordinaria sul tema delle vaccinazioni, che è stata richiesta della minoranza. Balleari ha accusato la minoranza di fare «un’opposizione solo per segnare il proprio territorio e senza l’intenzione di voler raggiungere dei risultati». Il consigliere ha ribadito che l’amministrazione regionale ha affrontato con competenza e tempestività l’emergenza sanitaria.

Brunello Brunetto (Lega Liguria Salvini) ha replicato: «In Liguria abbiamo avuto risultati sovrapponibili e, in alcuni casi, anche superiori a quelli raggiunti in altre Regioni». Il consigliere ha poi illustrato le procedure della campagna vaccinale, che richiedono un elevato numero di operatori coinvolti, mentre va mantenuta l’assistenza anche per le altre patologie. sanitaria. «Molti gestori di rsa – ha detto – hanno lamentato la fuga di infermieri verso gli ospedali, che erano in forte difficoltà. Certamente qualcosa è migliorabile, ma non tutte le soluzioni sono vincenti».

Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha replicato alla minoranza: «Oggi è evidente il fallimento di una linea politica a livello nazionale e voi – ha aggiunto, riferendosi ai consiglieri di opposizione – avete scelto questo argomento per dimostrare approssimativamente e in modo non arguto la vostra tesi». Il consigliere ha dichiarato, dunque, di non condividere la richiesta di convocare la seduta straordinaria in questo periodo di emergenza: «E’ stata – ha detto – un’azione maldestra».

La replica del presidente della giunta regionale Giovanni Toti, con delega alla Sanità

Il presidente della giunta regionale Giovanni Toti, con delega alla Sanità, ha replicato ai consiglieri di minoranza escludendo di voler attribuire ad altri la delega alla Sanità e ha invitato i consiglieri a ritirare gli ordini del giorno che chiedevano di allargare le categorie con vaccinazione prioritaria in quanto non sono coerenti con il piano varato il 12 marzo scorso dal Commissario nazionale all’emergenza sanitaria Figliolo. «Condivido il fatto che ormai qualche mese, dopo la partenza della campagna vaccinale, fosse opportuno un confronto con il Consiglio e credo che quella di oggi sarebbe stata una buona occasione per ascoltare alcune proposte operative su quanto si poteva migliorare, anche a livello di Regione Liguria».

Il presidente ha aggiunto: «C’erano molte cose che avremmo potuto approfondire, ma all’inizio della discussione ho visto un approccio un po’ propagandistico, che pure ci sta nella dialettica politica ma non credo che ricalchi lo spirito di questa campagna vaccinale, che rappresenta uno sforzo collettivo anche livello nazionale». Il presidente ha contestato alcuni dei dati forniti dai consiglieri di minoranza sulla campagna vaccinale: «Quando si parte dai numeri sbagliati, e talvolta addirittura falsi o parziali a scopo di propaganda politica, non si imbocca il cammino del confronto e della sintesi. Ho sentito – ha detto – numeri e fatti che non rispondo al vero e mi spiace perché non si é colto lo spirito vero di questa seduta». Toti ha, dunque, ricordato nel dettaglio i risultati raggiunti in Liguria nella somministrazione di vaccini “freezer” (Pfizer e Moderna) e l’alto numero di residenti e non residenti vaccinati lamentando che la discussione non abbia insistito su alcuni aspetti e ha citato, fra gli altri, la collaborazione ottenuta dalla Regione coi medici di medicina generale e ha ribadito che il sistema di tracciamento ligure ha ottenuto la piena approvazione dagli organismi nazionali. «Il sistema della prenotazione – ha specificato – può essere risultato farraginoso, comunque è stato l’unico in tutto il Paese che non si è incriccato».

Il presidente ha, quindi, ricordato che alcuni accordi nazionali, come quello con i medici di medicina generale, era già stato anticipato a livello regionale così come è stato realizzato per primo in Liguria l’accordo per coinvolgere nella campagna di vaccinazione anche la sanità privata. Il presidente, inoltre, ha sottolineato che è partita dalla Liguria la proposta di uno scudo penale per chi effettua le vaccinazioni. «La Liguria, in un mare di regioni in fascia rossa, resta nella fascia arancione e con alcuni aspetti vicini al giallo. Invece oggi – ha rimarcato – ho sentito portare tutto in caciara». Toti ha ricordato che, per agevolare i più anziani, all’inizio è stato attivato un sistema di squadre di vaccinatori anche nei piccoli Comuni «in modo da assecondare una volontà del territorio e questo ci ha fatto perdere efficienza, che stiamo recuperando con la creazione di hub». Il presidente avrebbe auspicato anche suggerimenti da parte dei consiglieri di minoranza da inviare al governo «invece si è scelta una strada diversa e, addirittura, trovo surreali le conclusioni del dibattito perché è la prima volta che sento da una minoranza la proposta di non dare la responsabilità a chi ha ottenuto il voto dai cittadini.Credo che una cosa simile non sia accaduta nella storia politica degli ultimi 2 mila anni. Ritengo, invece, – ha concluso – che i cittadini hanno dato il mandato a chi ha vinto le elezioni anche perché si sieda proprio sulla poltrona più scomoda che c’è in questo momento».


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