8 marzo, Guarini: “attraverso la contrattazione dare vita ad una nuova generazione di diritti al femminile”

FisascatCisl_GiornataInternazionaledellaDonna2021

Giornata internazionale della donna. «Abbiamo un obbligo morale: attraverso la contrattazione dare vita ad nuova generazione di diritti al femminile che diano risposte adeguate ai bisogni che le donne manifestano nel mondo del lavoro».

È l’appello del segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini rilanciato in occasione della Giornata Internazionale della Donna 2021. Per il sindacalista «i diritti delle donne sono diritti umani irrinunciabili». Un tema fortemente sentito dalla federazione cislina del commercio, turismo e servizi, settori che registrano una presenza femminile preponderante, con più di 8milioni di donne occupate su una platea di oltre 15milioni di addetti certificati dall’Istat, pari al 50,5% della forza lavoro nel settore dei servizi globalmente inteso.

Nel dettaglio la percentuale di donne occupate supera la media del 65% nei settori del terziario e della distribuzione commerciale, nei pubblici esercizi, nella ristorazione collettiva e commerciale e turismo, nel comparto delle imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi e nel terzo settore socio sanitario assistenziale educativo e raggiunge quota 90% nei settori del lavoro domestico e degli studi professionali. Dati che orientano fortemente la bussola delle politiche contrattuali settoriali attuate dalla federazione sindacale cislina.

«Le politiche di genere – ha evidenziato Guarini – dovranno trovare nei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro applicati ai milioni di lavoratrici e lavoratori dei macro settori del terziario privato un campo fertile per introdurre nuove garanzie e nuove tutele per le donne». «Non a caso – ha sottolineato il sindacalista – molte delle tracce contenutistiche proposte dalle organizzazioni sindacali ai tavoli avviati recentemente per nuovi contratti del terziario distribuzione e servizi, della distribuzione moderna organizzata e della distribuzione cooperativa si focalizzano proprio sui gap di genere che investono diversi ambiti della vita lavorativa e sugli istituti che possano consentire una effettiva conciliazione dei tempi di vita e di lavoro come anche sull’introduzione di nuove tutele per chi è vittima di violenze domestiche e per stabilire regole più efficaci per contrastare le molestie nei luoghi lavoro».

«La pandemia da Covid-19 – ha chiosato il sindacalista – ha amplificato le disuguaglianze sociali e ha acuito fortemente il problema della disparità di genere, con le donne che per prime hanno pagato gli effetti della crisi economica subendo un crollo occupazionale senza precedenti che per il 70% ha riguardato proprio l’universo femminile». «Tra le sfide che attendono il Paese con l’utilizzo delle risorse europee del Recovery Plan e del Next Generation Eu – ha concluso Guarini – c’è anche quella di incentivare una crescita economica duratura e sostenibile e un mercato del lavoro inclusivo e dinamico in un’ottica di genere».


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