Loano, finanziato con altri 2,5 milioni il secondo stralcio della diga soffolta di ponente

La barriera soffolta del nuovo tratto per forma e dimensioni non porrebbe particolari interferenze con gli ecosistemi costieri, che sono ambienti molto dinamici, influenzati da fattori meteoclimatici, biologici, geologici ed antropici

Diga soffolta Loano

Sono pari a 2 milioni e 490 mila euro i fondi assegnati dalla Regione e dalla protezione civile al Comune di Loano per la realizzazione del secondo stralcio della diga soffolta di ponente. Tale cifra consentirà di portare a termine il secondo stralcio del manufatto e completare così una fondamentale opera di difesa del litorale.

A fine 2019 la Regione Liguria ed il dipartimento nazionale della protezione civile avevano ritenuto il progetto della diga soffolta di ponente meritevole di finanziamento. A febbraio 2020 sempre il governo regionale e la protezione civile avevano stabilito di assegnare al Comune di Loano 2 milioni e 490 mila euro di contributi nell’ambito del piano di riparto dei fondi di protezione civile per l’annualità 2020. L’investimento complessivo per la realizzazione dell’opera è di circa 5 milioni di euro. La restante parte è stata finanziata con ulteriori 2 milioni e 490 mila euro di contributi.

“La diga soffolta – ricorda il sindaco di Loano Luigi Pignocca – rappresenta un’opera fondamentale per la protezione e la salvaguardia del nostro litorale. Gli eccezionali eventi meteomarini che, purtroppo, negli ultimi anni hanno colpito la costa loanese lo hanno dimostrato ripetutamente. Per questo, a nome dell’amministrazione comunale, non posso che ringraziare il presidente della Regione Giovanni Toti e l’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone per aver ritenuto meritevole di finanziamento un manufatto che non solo si propone di tutelare l’ambiente naturale costiero, ma anche gli stabilimenti balneari, che costituiscono un asset importantissimo della nostra economia e pure sono le prime vittime delle mareggiate. Un sentito ringraziamento va rivolto anche al consigliere regionale Angelo Vaccarezza, che prima da sindaco della città e poi da nostro rappresentante in Regione si è sempre adoperato perché questo progetto potesse concretizzarsi”.

Dal 2000 la costa loanese di levante è dotata di opere di difesa che, in caso di eventi estremi, sono in grado di garantire una notevole resistenza ed una maggiore resilienza (la resistenza va intesa come capacità di resistere a un evento avverso, mentre la resilienza come la capacità di tornare a una situazione precedente all’evento). Il tratto di litorale di ponente, invece, non è difeso da scogliere emerse né sommerse.

Per ovviare a questo problema, nel 2007 la Regione aveva approvato un progetto per la realizzazione di una diga soffolta a protezione del tratto di litorale di ponente compreso tra il tunnel di via Genova ed il confine con Borghetto. Il progetto prevedeva la costruzione di una sorta di diga soffolta confinata tra pennelli, conformazione che porta alla creazione di quattro diverse celle. Lo scopo di questa struttura è attenuare l’energia del moto ondoso in grado di raggiungere la spiaggia emersa e allo stesso tempo intercettare le correnti che, in assenza di queste opere, potrebbero erodere e trasportare verso levante le sabbie del fondale (anche in prossimità della riva). Completava l’opera il ripascimento di un tratto di arenile di circa 790 metri.

La barriera soffolta del nuovo tratto per forma e dimensioni non porrebbe particolari interferenze con gli ecosistemi costieri, che sono ambienti molto dinamici, influenzati da fattori meteoclimatici, biologici, geologici ed antropici. L’obiettivo delle nuove opere è quello di favorire un bilancio dei sedimenti sabbiosi regolato il più possibile da processi naturali limitando l’intervento umano, con benefici dal punto di vista ambientale ed economico. La scogliera sommersa ed i pennelli consentiranno un aumento della resistenza del litorale all’azione del mare; il cospicuo ripascimento accrescerà la resilienza favorendo il naturale ripristino di una situazione di equilibrio al termine di eventi meteomarini anche molto intensi. Un tale approccio risulta ancora più importante considerando che sarà sempre più necessario adottare strategie di adattamento locale ai cambiamenti climatici in atto su scala globale.

Tale intervento non è stato realizzato per mancanza di fondi. La mareggiata dell’ottobre 2018, dunque, ha causato notevoli danni ed una rilevante perdita di materiale sabbioso a carico delle spiagge della zona a ponente, dove è stato registrato un significativo arretramento dell’arenile rispetto alla situazione preesistente. Nella zona centrale del litorale, invece, la barriera soffolta ha protetto in buona parte gli arenili: qui all’inizio della stagione balneare 2019 l’arretramento della linea di spiaggia non si è avvertito in quanto le mareggiate primaverili, diverse per provenienza e intensità rispetto a quella dell’ottobre 2018, hanno ricollocato le sabbie in quella che era la loro posizione antecedente.

La gara di appalto, curata direttamente dalla Regione Liguria, è stata aggiudicata alla impresa Pacos srl. Il cantiere è stato consegnato alla ditta nel mese di dicembre 2020. I lavori per il primo stralcio dovrebbero concludersi ad ottobre 2021.


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