Emergenza sanitaria nell’imperiese, Toti riferisce in Consiglio regionale: “possibili misure restrittive su località specifiche”

Consiglio Regione Liguria - Giuramento Giovanni Toti XI legislatura

Su richiesta di Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno), il presidente della giunta regionale, con delega alla sanità, Giovanni Toti stamattina ha illustrato in Consiglio regionale la situazione epidemiologica nel ponente ligure, in particolare le criticità nell’imperiese. «Al momento – ha esordito – abbiamo dati parziali» tuttavia il presidente ha ammesso che «esiste una pressione molto importante sulle strutture ospedaliere del Ponente, in particolare sul “Covid Hospital” di Sanremo, e di numeri di incidenza e circolazione del Covid assai più rilevanti nella provincia di Imperia». Toti ha spiegato che l’incidenza nella provincia di Imperia supera 4,5 persone su 10 mila abitanti, a fronte di un indice di circolazione di circa 1,90 stabilizzato la settimana scorsa nella regione.

«All’interno della provincia di Imperia vi sono differenze sostanziali: il Comune di Imperia – ha aggiunto – è addirittura al di sotto della media statistica regionale di incidenza, mentre i Comuni di Sanremo, Ventimiglia e i Comuni limitrofi della costa lo sono di più, quindi superano la media su base provinciale».

Il presidente ha sottolineato che le ragioni dell’emergenza a ponente sono legate alla vicinanza e agli scambi con le aree della Costa Azzurra, dove esiste una altissima concentrazione di casi. «Stiamo già prendendo alcune misure, che non riteniamo impattanti sul tessuto socioeconomico di quel territorio, ovvero l’anticipazione della vaccinazione per coloro che tutti i giorni si recano in Francia per lavoro, a cui è stata destinata una parte importante della prima fornitura settimanale di vaccini AstraZeneca. Questo certamente può portare un beneficio nel prossimo futuro sulla pressione ospedaliera, ma è chiaro che non incide in tempi rapidissimi».

Di qui l’ipotesi di nuove misure specifiche per la zona: «A fronte di una pressione che nei giorni scorsi è cresciuta in modo molto significativo e che, se dovesse crescere ancora, metterebbe in difficoltà il sistema sanitario del territorio – ha sottolineato – abbiamo chiesto ad Alisa la possibilità, che per il momento vorrei che rimanesse tale, di prendere misure ulteriormente restrittive, probabilmente non sull’intera provincia, ma su alcune specifiche località del Ponente dove l’incidenza dovesse salire ulteriormente rispetto ai numeri che ho citato».

Toti ha citato alcune delle misure previste a livello ministeriale in questi casi specificando, inoltre, che la Regione non ha competenze per intervenire sui movimenti alle frontiere. «Quindi nelle prossime ore – ha detto – è possibile che qualche misura di contenimento del Covid, se la pressione sulle strutture sanitarie dovesse ancora aumentare, si renda opportuna, se non indispensabile».

Il presidente Toti, infine, ha tenuto a precisare che l’incidenza del virus nelle città dal confine fino a Sanremo esercita una pressione che è comunque la metà del picco pandemico di novembre. «Nelle prossime 24-36 ore – ha concluso – , cioè prima del bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità di giovedì notte e delle determinazioni di venerdì, credo che con il Ministero arriveremo a decidere qualche cosa anche sulla base dei dati di ieri, di oggi e probabilmente di domani, che segnano un flebile cambio di pressione sui nostri ospedali e, se venisse confermato, ci conforterebbe un minimo».


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