In Liguria aumentano le richieste di credito presentate dalle imprese: nel 2020 +19,1%

Cresce il volume complessivo delle richieste, anche se cala l’importo medio del 12,0%: con 39.437 Euro la Liguria si colloca nel 2020 al di sotto della media nazionale (80.941) Euro. Tra le province, Genova, con 48.551 Euro mediamente richiesti, scivola al 57° posto nel ranking nazionale, subendo un ulteriore calo rispetto alla 52esima posizione del 2019.

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I timori della pandemia e l’incertezza causata dalla seconda ondata dei contagi, hanno fatto registrare nell’ultimo trimestre 2020 una crescita pari a +9,5% del numero di richieste di credito presentate dalle imprese a livello nazionale rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. L’incremento totale annuo rispetto al 2019 è pari a +24,5%, consolidando una dinamica positiva rafforzatasi nel corso del 2020 dopo che il primo trimestre si era aperto con un segno negativo (-14,7%). Il dato che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF rappresenta, in termini assoluti, la migliore performance fatta registrare dal comparto negli ultimi 7 anni.

Le imprese individuali, che rappresentano la componente preponderante del tessuto imprenditoriale italiano, nel 2020 aumentano le proprie richieste del +27,5%, mentre le società di capitali segnano un incremento del +22,6% rispetto al 2019.

Altro dato significativo è rappresentato dall’aumento dell’importo medio richiesto, che nel 2020 si attesta a 80.941 Euro (+22,7% rispetto al 2019) nell’aggregato di società di capitali e ditte individuali. Per le società di capitali l’importo mediamente richiesto è pari a 112.688 Euro (+26,0% rispetto al 2019) contro i 29.834 Euro richiesti delle imprese individuali (+5,1%).

Il rallentamento del ciclo economico, indotto dell’emergenza sanitaria, ha fortemente condizionato nell’ultimo anno l’andamento dei flussi di cassa delle imprese e quindi anche la dinamica delle richieste di credito – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Del resto, come emerge da una recente ricerca di CRIF Ratings, quasi la metà delle imprese italiane si è trovata ad affrontare lo shock causato dalla pandemia partendo da situazioni di liquidità già delicate”.

LA SITUAZIONE IN LIGURA

Aumentano le richieste di finanziamenti. Anche in Liguria la dinamica risulta positiva, con una variazione del numero di finanziamenti richiesti del +19,1% rispetto all’anno precedente, non molto distante dal dato medio rilevato a livello nazionale.

Considerando il volume complessivo delle richieste in termini assoluti, la regione si posiziona all’undicesimo posto nella classifica nazionale, calando di un solo posto rispetto all’anno precedente.

A livello provinciale si registrano andamenti difformi, con una crescita decisamente robusta a Imperia, Savona e a Genova, rispettivamente pari a +35,1%, +28,6% e +18,4%, a fronte di una variazione modesta a La Spezia, con solo il +2,1%.

ProvinceVariazione % interrogazioni (2020 su 2019)
IMPERIA+35,1%
SAVONA+28,6%
GENOVA+18,4%
LA SPEZIA+2,1%
TOT. LIGURIA+19,1%
TOT. ITALIA+24,5%
Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

In contrazione l’importo dei finanziamenti. Per quanto riguarda l’importo medio dei finanziamenti richiesti dalle imprese, invece, con 39.437 Euro la Liguria si colloca ben al di sotto della media nazionale (80.941 Euro), a fronte di una flessione del -12,0% rispetto al 2019. Questo potrebbe essere determinato sia da una minore tensione delle imprese sul fronte della liquidità, sia dalla tendenza a richiedere importi più contenuti in funzione della dimensione o dalle specificità delle imprese presenti sul territorio. Il valore più elevato si registra a Genova, con 48.551 Euro mediamente richiesti, seguita da Impreria,con 32.591 Euro, Savona, con 31.268 Euro, e La Spezia, con 30.356 Euro.

Tra le province liguri, Genova, con 48.551 Euro mediamente richiesti, scivola al 57° posto assoluto nel ranking nazionale, rispetto alla 52^ posizione del 2019. La Spezia invece si posiziona penultima, con alle spalle soltanto Ogliastra.

L’andamento delle richieste di credito è stato favorito anche dagli strumenti che le istituzioni nazionali hanno attivato nel corso del 2020 per fronteggiare l’impatto sull’economia reale derivante dall’emergenza sanitaria e supportare la liquidità delle imprese. Tra questi le moratorie per la sospensione del rimborso dei contratti in atto e le garanzie statali per favorire l’ottenimento di nuove linee di credito. In questa delicata fase va però sottolineato come la domanda di nuovi finanziamenti sia stata determinata più dalla necessità di far fronte a esigenze di liquidità che da progetti di investimento e sviluppo del business” – conclude Capecchi.


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