Regione Liguria, Pastorino: “emergenza lavoro dello spettacolo, abbiamo chiesto fondi a sostegno”

teatro sipario rosso

Genova | Questa mattina si sono riuniti i Capigruppo del Consiglio regionale e le diciannove realtà teatrali indipendenti liguri, che riunitosi in consorzio, hanno chiesto un intervento da parte della Regione per un settore che è di fatto fermo da dieci mesi a causa dell’emergenza sanitaria.

“Questa attività – commenta il Capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino – in condizioni di normalità rappresenta circa quadro milioni di fatturato, mentre ad oggi segnala almeno un milione di perdite reali, che si traducono in perdite occupazionali, in perdite di competenze e in meno presenza culturale. Il tutto a discapito dei nostri quartieri e del nostro entroterra, venendo così meno una condizione indispensabile per una sana struttura di relazioni e di socialità”.

Per il Consigliere Pastorino è inoltre grave che “in Liguria, a differenza di altre Regioni, non vi sia una legge regionale che coordini queste attività e che sia in grado, in una situazione del genere, di fornire strumenti e paracaduti per sostenere economicamente e strutturalmente queste attività teatrali. Attività che, a differenza di altre, hanno una composizione del loro bilancio che conta su circa l’80% per attività proprie e solo 20% in finanziamenti pubblici. Una realtà importante che conferma ancora una volta che con la cultura si mangia e che costituisce il metro e lo specchio dello sviluppo civile di una società”.

“Come Linea Condivisa – conclude il Capogruppo Pastorino – abbiamo sostenuto, durante la riunione di oggi, la necessità di individuare, proprio nella manovra economica che andremo a completare nella prossima settimana, fondi di sostegno per il settore teatrale, che deve andare sia a sostenere la produzione e quindi l’occupazione, ma anche, e soprattutto, rappresentare un impegno da parte della Giunta. In questa battaglia noi siamo disposti assolutamente a confrontarci su un disegno di legge che determini un riordino del settore a livello regionale. Non dimentichiamo che sono 19 realtà teatrali che hanno smesso di considerare la loro unicità per lavorare insieme, e che hanno bisogno anche di un una grande risposta della politica regionale, in grado di superare le sue divisioni per condividere un discorso di sostegno non più rinviabile”.