Covid, Toti: “preoccupato per voci su zone rosse generalizzate”

“se è vero che bisogna mantenere comportamenti prudenti, è anche vero che il sistema a zone e la capacità dei territori di contenere il virus dovrebbero essere tenuti in considerazione"

Giovanni Toti - Regione Liguria nella Sala trasparenza

La Spezia / Genova | È in discussione in queste ore in Governo e Parlamento se sia il caso o meno di nuove misure restrittive nei giorni natalizi più a rischio di diffusione epidemica per evitare che la terza ondata covid attesa a gennaio travolga poi il sistema sanitario nazionale e a catena risucchi così anche quel che resta dell’economia già oggi traballante per molte attività. Formule magiche non le ha nessuno e un po’ in tutta Europa, come altrove, le misure di rigore continuano a variare ad “elastico” quasi di settimana in settimana: l’Italia in questo non fa eccezione. Ancora una volta c’è chi preme per amplificare ulteriormente le azioni preventive e c’è chi continua a sostenere che si è già andati fin troppo oltre nel comprimere libertà personali e d’impresa. Mancando un vero metro di misura condiviso, inesistente, la polemica politica va e andrà avanti sino a fine pandemia.

Fra i sostenitori più “aperturisti” resta ancora una volta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti che nel consueto punto stampa di aggiornamento sul coronavirus, tenuto oggi a Sarzana, è intervenuto anche su questo. “Oggi i dati si confermano quelli di una regione decisamente in fascia gialla: per questo mi risultano preoccupanti le voci di possibili scelte di zone omogenee rosse o divieti ancora più stringenti nelle giornate a venire” ha detto Toti. A suo parere, “se è vero che bisogna mantenere comportamenti prudenti, è anche vero che il sistema a zone e la capacità dei territori di contenere il virus dovrebbero essere tenuti in considerazione. Spero che gli italiani possano avere un po’ di respiro, senza misure omogenee restrittive anche per territori che in questo momento non ne hanno bisogno. Se la situazione epidemiologica dovesse mutare, siamo pronti anche a mutare le nostre posizioni e a intervenire come abbiamo fatto a Sarzana e Spezia molto prima che la seconda ondata entrasse nel vivo, contenendola con risultati positivi”.

“Per quanto riguarda la situazione odierna – ha detto ancora il presidente – si conferma il dato di un’epidemia in discesa, senza sostanziali scostamenti rispetto ai giorni scorsi. Cala il numero dei positivi, calano gli isolati a domicilio. La Liguria è la regione con RT più basso d’Italia, sotto lo 0,7. Oggi la pressione sugli ospedali risulta dimezzata rispetto a un mese fa e l’Ospedale Evangelico di Voltri si appresta a tornare all’attività di elezione. Domani tornerò a riunire anche la cabina di regia per organizzare tutto il piano natalizio, che riguarda tutte le giornate più critiche per i nostri ospedali: vogliamo arrivarci preparati, con meno pazienti nelle corsie, così come vogliamo arrivare pronti all’inizio della campagna di vaccinazione: se nella terza eventuale ondata le vaccinazioni saranno già partite e una parte importante della popolazione più a rischio sarà già stata vaccinata, anche il sistema sanitario della Liguria ne avrà un beneficio importante”.

Non è mancata in giornata anche qualche polemica per il nuovo ospedale spezzino, “con la previsione di apertura del cantiere nel primo trimestre del 2022”. “Oggi abbiamo presentato il progetto riqualificato per l’ospedale Felettino della Spezia – ha concluso Toti – che comincia l’iter e vedrà il cantiere riaprirsi entro 12 mesi con la gara di appalto che ripartirà già questa primavera, anzi speriamo già quest’inverno. Ho visitato l’ospedale Covid di Sarzana per salutare e ringraziare gli operatori che lavorano senza tregua da molte settimane: è il nostro baluardo sul levante della regione, oggi ha 101 ricoverati, era arrivato ad averne 150. Anche qui il virus sta mollando la presa ma non per questo c’è meno fatica nei reparti: era giusto passare ad ascoltare i problemi di medici, infermieri, operatori sanitari, e rassicurarli sul fatto che stiamo facendo il possibile per ottemperare alle loro richieste sapendo che purtroppo alcune professionalità mediche sono piuttosto scarse sul mercato, per errori di programmazione del passato”. (effe)