Natale 2020, torna il presepe di Regione Liguria (foto)

Si tratta di un presepe storico-artistico della tradizione ligure, che quest’anno si compone di statuine settecentesche provenienti dal Santuario di Nostra Signora del Monte. Toti: “inaugurazione attenta per rispettare le norme, ma non rinunciamo alle nostre tradizioni”

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Genova | È stato inaugurato questo pomeriggio il tradizionale presepe di Regione Liguria. Il presepe è stato benedetto dall’arcivescovo di Genova Marco Tasca, accompagnato dal presidente Giovanni Toti e dal sindaco di Genova Marco Bucci alla conclusione di un incontro nella sede dell’ente, in cui l’arcivescovo ha ricevuto in dono una bandiera di Regione Liguria.
Il presepe è stato allestito nella sede di Piazza De Ferrari in collaborazione con l’Accademia Ligustica delle Belle Arti di Genova e il laboratorio di restauro di Regione Liguria.

Si tratta di un presepe storico-artistico della tradizione ligure, che quest’anno si compone di statuine settecentesche provenienti dal Santuario di Nostra Signora del Monte, la maggior parte delle quali realizzate dalla bottega di Pasquale Navone (Genova 1746-1791), il più prolifico scultore settecentesco impegnato nella creazione di figure presepiali.
Le statuine fanno parte del nucleo donato al santuario nel 1926 da Enrico Luigi Peirano, tra i più noti collezionisti di figurine da presepe del suo tempo.

Per rispettare le normative anti-Covid, il presepe non è stato allestito all’interno della Sala Trasparenza come negli scorsi anni, ma accanto all’ingresso principale, sempre al piano terra, proprio per essere visibile dall’esterno da tutti attraverso un vetro.

“Abbiamo optato per una inaugurazione sobria e attenta per rispettare le normative di contenimento del Covid, che nella nostra regione e a Genova stanno funzionando – ha commentato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – ma senza per questo rinunciare alle tradizioni più profonde del Natale, come appunto il presepe”.
“Ai genovesi – ha detto l’arcivescovo Carta – chiedo che mi aiutino a conoscere ancora meglio questa gente, le loro tradizioni e la loro storia. Per me è davvero importante”.