Coronavirus, Conte: nuovo Dpcm e nuove restrizioni

Giuseppe Conte Dpcm

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato le nuove misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

“Questo provvedimento – ha detto Conte – dovrà consentirci di affrontare questa nuova ondata di contagi che sta interessando severamente non solo l’Italia ma l’intera Europa. Non possiamo perdere tempo: dobbiamo agire mettendo in campo tutte le misure necessarie a scongiurare un nuovo lockdown generalizzato.”

Il presidente del Consiglio ha poi riassunto le misure che entreranno in vigore da domani con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, a partire dalla facoltà concessa ai sindaci che “potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti consentendo l’accesso solo a chi deve raggiungere gli esercizi commerciali o abitazioni private”. Poi restrizioni di orari per locali pubblici, le attività ricreative e sportive, e alcune clausole per la didattica e le scuole che resteranno comunque aperte per le lezioni in presenza.

Il testo e alcuni dettagli del nuovo Dpcm del 18 ottobre 2020

SPORT. Alle precedenti limitazioni, per gli sport di contatto nel nuovo Dpcm si aggiungono alcuni divieti: “L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale”.

MANIFESTAZIONI. “Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’ art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro”.

CONVEGNI. Sono “sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico; nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza”.

LOCALI e RISTORAZIONE. Riduzione orari: “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori”. Inoltre, “è fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”.

SCUOLA e DIDATTICA. Invito a incentivare “il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza”: “fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica”.

UNIVERSITÀ. Le “università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria”.