Nuovo contratto nazionale del lavoro domestico, Guarini Fisascat Cisl: “un cambio di paradigma”

Davide Guarini

Roma | «Il nuovo contratto nazionale del lavoro domestico risponde in modo cogente alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori di un comparto sempre più essenziale nel nostro Paese dove la prestazione viene sempre più spesso affidata alle mani esperte degli assistenti familiari, nell’accezione più ampia del termine riconosciuta dal rinnovo contrattuale, che valorizza la prestazione d’opera riconducibile alla gestione familiare quotidiana e al lavoro di cura e assistenza a minori e ad anziani e a persone non autosufficienti». Così il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini ha commentato il rinnovo del contratto nazionale del lavoro domestico, siglato oggi a Roma dai sindacati di categoria e dalle associazioni datoriali di settore Fidaldo e Domina.

«La nuova denominazione di assistente familiare introdotta dal nuovo contratto – ha aggiunto Guarini – rappresenta un notevole cambio di paradigma che non solo qualifica la professione, permettendo al lavoratore di avere una percezione della propria prestazione svolta, ma anche alle famiglie che usufruiscono del servizio di apprezzare il lavoro di cura e assistenza al di là del costo sostenuto».

E’ la segretaria nazionale della categoria cislina Aurora Blanca a sottolineare i diversi aspetti qualificanti del rinnovo contrattuale, a partire «dal consolidamento dei percorsi di formazione professionale con l’introduzione di ulteriori 24 ore di permesso dedicate alla formazione professionale, in aggiunta alle 40 già esistenti, erogate con il prezioso apporto della bilateralità settoriale, che vanno proprio nella direzione di qualificare le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori e di assicurare professionalità alle famiglie che usufruiscono del servizio».

Blanca evidenzia anche «la definizione dei nuovi livelli di inquadramento per chi assiste minori e il riconoscimento dei carichi di lavoro con aumenti economici e indennità ad hoc per chi assiste persone non autosufficienti o bambini fino ai sei anni di età», un passaggio che passa anche «dalla certificazione delle competenze, percorso avviato dall’Ente Bilaterale di settore Ebincolf che raggiungerà il suo scopo entro 2021».

«Anche nel contesto vertenziale – sottolinea Blanca – si rafforzano le tutele individuali per le lavoratrici e i lavoratori che potranno beneficiare dell’assistenza del sindacato». La sindacalista pone poi l’accento «sull’introduzione di un articolato che si muove nella direzione di contrastare e debellare la violenza e le molestie di genere tenuto conto che il settore è ad occupazione prevalentemente femminile» come anche «rispetto ai rischi connessi all’utilizzo degli strumenti informatizzati e robotizzati».

La sindacalista sottolinea inoltre «l’importante risultato raggiunto sulle quote contrattuali destinate alla bilateralità settoriale a fronte del riconoscimento di prestazioni e servizi aggiuntivi per gli assistenti familiari e i datori di lavoro».

«Il lockdown – ha chiosato la sindacalista – ha messo in evidenza la necessità di definire una normativa dedicata finalizzata all’assistenza e all’integrazione salariale in caso di perdita del posto di lavoro come anche una legislazione più pertinente sulla regolarizzazione dei flussi anche stipulando specifiche convenzioni con i Paesi di origine, indirizzando alla regolarizzazione del rapporto di lavoro in un settore attanagliato dal lavoro nero e sommerso e alla integrale applicazione della contrattazione nazionale stipulata dalle associazioni maggiormente rappresentative». «Nel corso della fase pandemica – ha concluso Blanca – le Parti Sociali si sono contraddistinte per il lavoro sinergico che proseguirà convintamente nei prossimi mesi per dare dignità ad un comparto in crescita nel nostro Paese».