Albissola Marina: “Parole ubikate in mare – XI edizione 2020”

"Libertà-incontro-rinascita: tre parole chiave che tessono il fil rouge del festival e degli autori di quest'anno"

Savona / Albissola Marina | Quest’anno è stato dedicato a Luis Sepulveda il Festival letterario estivo “Parole ubikate in mare – XI edizione 2020”, a cura della Libreria Ubik e del Comune di Albissola Marina, con la direzione artistica di Renata Barberis.

L’emergenza sanitaria ha imposto alcune limitazioni all’organizzazione del festival che comunque proporrà tre lunedì sera con 6 autori in Piazza Lam/Piazza Vittorio Veneto ad Albissola Marina: domani, lunedì 27 luglio, ospite sarà lo psicanalista, prolifico saggista e divulgatore Massimo Recalcati; lunedì 3 agosto ospiti saranno Dario Vergassola e Moni Ovadia; lunedì 10 agosto conclusione del festival con ospiti Gad Lerner e Marco Revelli, accompagnati dall’attore Giorgio Scaramuzzino.

Per le tre serate, ingresso gratuito alle ore 21,15; i posti a sedere sono limitati ed è obbligatorio l’uso della mascherina. In caso di pioggia gli incontri verranno rimandati a nuova data a fine agosto.

Albissola Marina - ospiti Parole ubikate in mare 2020

«Anche quest’anno – spiegano gli organizzatori –, noi della Libreria Ubik e del Comune di Albissola Marina, anche se per poche date, volevamo esserci. Il virus, le difficoltà per organizzare il Festival in una piazza troppo piccola per rispettare il distanziamento, ci hanno indotto a organizzare la rassegna in una piazza quattro volte più grande: Piazza Lam/Vittorio Veneto. La piazza e la via adiacente verranno liberate delle auto per soli tre lunedì sera (per non creare troppi disagi), per permettere i tre grandi eventi del festival, seguendo al contempo le severe normative di accesso e di distanziamento previste».

«Libertà-incontro-rinascita: tre parole chiave che tessono il fil rouge del festival e degli autori di quest’anno. Le limitazioni delle libertà vissute in questo tempo hanno messo in luce le conflittualità della parola incontro: da una parte la paura e il pericolo, la percezione dei nostri simili come ‘contagio’; dall’altra l’assenza, che nel tempo diventa mancanza, desiderio e bisogno di confrontarsi. In questo periodo di ritorno nelle strade e nelle piazze (come in queste tre serate del Festival) stiamo prendendo forse definitivamente consapevolezza del senso ultimo dello stare insieme, della ‘vita plurale’ (con le parole di Massimo Recalcati), del ‘bisogno di confini ma anche del loro superamento’ (con le parole di Dario Vergassola e Moni Ovadia), dei ‘valori comunitari presenti nella nostra Costituzione’ (con le parole di Gad Lerner e Marco Revelli). In altri termini, che solo nell’incontro con l’altro esiste la possibilità di rinascere. Come disse un altro scrittore cileno (anche lui, come Sepúlveda, vicino a Salvador Allende nel momento in cui un popolo dell’America Latina cercava un riscatto sociale e politico): “Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno.” (Pablo Neruda)».