Celle Ligure 1905-1920: “Tranquillamente al mare” con il fotografo Jan Neer

Gli autori Aldo Audisio e Angelica Natta-Soleri, attraverso i loro testi e il lavoro di organizzazione delle immagini, con uno scritto di Michele Manzi e la collaborazione di Francesco Fazio, hanno confezionato un’opera che permette di riscoprire Celle Ligure

Jan Neer Celle Ligure

Celle Ligure | Di Jan Neer, pseudonimo del varazzino Giovanni Maria Celesia, molti ne hanno sentito parlare, altri hanno apprezzato le sue stampe in cartolina “vera fotografia”, nessuno ricorda più il suo lavoro dedicato a parte della Liguria, ma anche alle montagne del basso Piemonte e alla Valle d’Aosta. Il volume «Tranquillamente al mare». Celle Ligure 1905-1920. Jan Neer fotografo, di Aldo Audisio e Angelica Natta-Soleri, anche se specificatamente dedicato alla località del savonese, offre molti spunti per una riscoperta più ampia (il libro è stato pubblicato quest’anno da Marco Sabatelli Editore per conto della Società Savonese di Storia Patria).

Celesia nacque a Varazze nel 1860, città in cui morì nel 1946 dopo un lunga e, per alcuni versi, incredibile carriera. Le sue prime esperienze iniziarono in Eritrea nel 1885, dove immortalò il Forte Mankullo e la vita dei militari; poi si dedicò alla fotografia come professione, anche documentando importanti avvenimenti: il Buffalo Bill’s Wild West Show a Genova nel 1906; le manovre militari di sbarco a Noli nel 1908, a cui partecipò il Re Vittorio Emanuele III; i soggiorni a Portofino Kulm della Regina Madre Margherita di Savoia nel 1908-1909; Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi a Varazze, ai Bagni Margherita, nel 1908 e, sempre nello stesso anno, Ruggero Leoncavallo, in acqua o in accappatoio sulla spiaggia, in occasione della rappresentazione al Teatro Laetitia della sua opera Pagliacci; realizzò inoltre, per molti anni, foto industriali di imbarcazioni per i Cantieri Baglietto.

Poi, oltre a un lavoro imponente a Genova, Varazze e Portofino e in altre località della riviera, operò con una documentazione unica e pressoché sconosciuta a Celle Ligure, località a cui era particolarmente legato, difatti qui avrebbe voluto acquistare una importante villa, ma la trattativa non si concretizzò.

Il libro permette di scoprire ad appassionati e curiosi, attraverso a una ampia biografia – attualmente la più completa sul fotografo –, chi fosse Jan Neer, pseudonimo che deriverebbe da un lungo soggiorno in Olanda, comunque non provato da alcun documento, forse una semplice invenzione. C’è poi il rapporto con il paese, con una serie di importanti riferimenti storici.

Com’era Celle in quegli anni? Nessuno più lo ricorda, è trascorso oltre un secolo dalle fotografie di Celesia. Qui, a differenza di altre località, non immortalò personaggi famosi, eventi o momenti di lavoro, realizzando in cartoline in “vera fotografia” una testimonianza unica e di notevole qualità, con immagini animate, caratterizzate da un ottimo taglio e da fresca immediatezza fotografica e compositiva. Gli scatti, tutti successivi al 1905, fino ai primi anni 1920, documentano anche in modo preciso il paesaggio, con vedute dai diversi lati dell’abitato, arrivando da Savona e da Varazze, prima del successivo sviluppo edilizio.

Jan Neer Celle Ligure

Molti sono gli scorci architettonici: tra questi la Chiesa Parrocchiale, le case sul torrente Ghiare, la stazione ferroviaria e la massicciata con le rotaie, la Crocetta, i Piani, le vedute del bosco dei Bottini – in una decina di soggetti diversi – e del tratto di costa verso Albisola Superiore. È inoltre interessante il confronto di immagini anteriori e posteriori alla costruzione dell’imponente Villa Lagorio con la sottostante progressiva edificazione in località Piani; oppure il cambiamento dell’altopiano dei Bottini dove, alla fine degli anni Dieci, la Società Agricola Villini di Celle costruì un serie di edifici residenziali. Non mancano poi i turisti in spiaggia con lo sfondo degli stabilimenti balneari e delle case fronte mare, forse la parte del lavoro di Neer che oggi guardiamo con maggiore curiosità.

Gli autori Aldo Audisio e Angelica Natta-Soleri, attraverso i loro testi e il lavoro di organizzazione delle immagini, con uno scritto di Michele Manzi e la collaborazione di Francesco Fazio, hanno confezionato un’opera che permette di riscoprire Celle, senza nostalgie del passato, ma con uno sguardo attento e indagatore.

Il libro ricorda, oltre al suo rapporto con Celle, anche la sua personalità e i suoi interessi, soprattutto per la montagna, dove fu socio dei Cai di Biella, della Uoei – Unione Operaia Escursionisti Italiani e della Ule– Unione Ligure Escursionisti di Savona, dove ricoprì per lungo tempo il ruolo di presidente. “Diovanni Celesia, nelle rare fotografie che lo ritraggono, con i baffi e gli occhiali, appare impeccabilmente vestito – pare che si facesse confezionare abiti sartoriali ripresi dalle riviste di moda del periodo –, con i pantaloni alla zuava e i calzettoni, la giacca lunga di tessuto pesante indossata su di una maglia di lana o un gilet di stoffa, la camicia chiara, la cravatta e in testa la coppola o il cappello: un vero professionista d’altri tempi, ancora tutto da riscoprire, di cui restano solo i vividi ricordi trasmessi da preziose fotografie di mare e di monti e, in particolare, di Celle Ligure”.

Il libro fotografico sarà presentato a Celle Ligure presso il Teatro Comunale all’Aperto (ingresso da Via Boagno) venerdì 17 luglio alle ore 21,15; la serata sarà condotta da Furio Ciciliot, presidente della Società Savonese di Storia Patria, in colloquio con gli autori e i collaboratori del progetto.