Liguria, sospese al 2021 le domande per Grandi Strutture di Vendita e Centri Commerciali

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Genova | In Consiglio regionale con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 10 astenuti (Pd, ilBuonsenso, Mov5Stelle, Michelucci di Italia Viva) è stato approvato il disegno di legge 307 “Sospensione temporanea della presentazione di domande per Grandi Strutture di Vendita e Centri Commerciali e modifica alla legge regionale 7 novembre del 2013, n.33 (Disciplina del sistema di trasporto pubblico regionale e del Piano regionale integrato delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti (PRIIMT)”. Il provvedimento stabilisce la sospensione temporanea della presentazione di domande di rilascio di autorizzazioni per nuove aperture di Grandi Strutture di Vendita e Centri Commerciali fino al 31 dicembre 2020. Sono fatti salvi, i procedimenti già in itinere.​

Il provvedimento prevede, inoltre, la nomina dei consigli di disciplina previsti dal Regio Decreto n.148 del 1931 “Coordinamento delle norme sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi del lavoro con quelle sul trattamento giuridico-economico del personale di ferrovie, tranvie e linee di navigazione interna in regime di concessione”.

Sono stati respinti tutti gli emendamenti che erano stati presentati dai gruppi di minoranza. Approvato un emendamento di natura tecnica presentato da Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) che rivede i rapporti fra Arpal e l’Osservatorio Ligure Marino per la Pesca e l’Ambiente.

Giovanni Lunardon (Pd) ha annunciato la presentazione di un emendamento che prorogava la moratoria fino al 31 dicembre 2021, di un secondo emendamento con la proroga almeno fino al 30 giugno 2021 e un terzo emendamento affinché la moratoria riguardi anche le domande di apertura di grandi centri di distribuzione già in itinere.

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini), in qualità di presidente della IV Commissione, ha esposto nella relazione di maggioranza le ragioni che hanno indotto la giunta a presentare la moratoria e ha auspicato il più ampio consenso da parte dell’Assemblea legislativa.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha illustrato le cifre sulla drammatica crisi del settore del piccolo commercio e ha annunciato un emendamento con cui il gruppo chiedeva la proroga della moratoria fino al 30 giugno 2021. Tosi ha rilevato l’incidenza elevata in Liguria delle medie strutture di vendita che compromettono la vita dei “negozi di vicinato”

Alice Salvatore (ilBuonsenso) ha annunciato la presentazione di un emendamento che proroga la moratoria al 31 dicembre 2022 e che prevede, sempre fino al 31 dicembre 2022, la sospensione dell’efficacia degli accordi già sottoscritti. Salvatore ha rilevato che il commercio di vicinato è una delle più importanti fonti di guadagno della comunità e rappresenta un presidio del territorio.

Marco De Ferrari (ilBuonsenso) ha sostenuto che a livello istituzionale, sia nazionale che regionale, non sarebbe stato fatto nulla per fronteggiare la crisi del piccolo commercio, con le sue conseguenti ricadute occupazionali negative e anche sulla vivibilità dei centri urbani

Sergio Rossetti (Pd) ha rilevato che la tempistica della moratoria, prevista nel disegno di legge fino a fine anno, è minima e non produrrà effetti positivi a favore del piccolo commercio, soprattutto in considerazione di un’eventuale recrudescenza dell’epidemia Covid-19 in autunno.

Lilli Lauro (Cambiamo con Toti presidente) ha annunciato voto favorevole al provvedimento e ha assicurato il proprio impegno per portare avanti la moratoria. Il consigliere ha sottolineato le conseguenze negative dello smart working sul tessuto commerciale e, in particolare, nella ristorazione.

L’assessore al commercio Andrea Benveduti, replicando ai consiglieri di minoranza, ha confermato l’attenzione e il sostegno della giunta al commercio di prossimità attraverso provvedimenti mirati a tutelare i centri storici e il piccolo commercio. L’assessore ha sottolineato che è ormai superato il processo di diffusione di grandi spazi di vendita. Benveduti ha ribadito l’impegno della Regione, attraverso l’attivazione di un tavolo specifico fra le parti, di trovare una terza via, cioè un modello di sviluppo diverso e di collaborazione fra diversi tipi di vendita per avviare un processo virtuoso, per esempio negli approvvigionamenti, che sostenga il piccolo commercio. L’assessore ha garantito, infine, le attività di supporto al commercio con contributi che permettano uno sviluppo sano e armonico del settore.

A margine del Consiglio il Gruppo Pd dopo il voto ha espresso ancora dissenso per la mancata integrazione dei suoi emendamenti proposti: “Purtroppo la maggioranza ha bocciato l’emendamento del Gruppo del Partito Democratico che chiedeva sia di prolungare la moratoria fino alla fine del prossimo anno, in modo da consentire al tavolo tra istituzioni e commercio di elaborare una strategia di più lungo respiro, sia di includere all’interno di questa legge anche i progetti in itinere (non solo quelli nuovi). Ma la maggioranza si è dimostrata sorda a questa richiesta, bocciando anche la mediazione che chiedeva di prolungare lo stop almeno fino al giugno 2021”. Secondo i consiglieri del Pd “Con il voto di oggi abbiamo perso una buona opportunità per aiutare davvero il piccolo commercio. Non è certo così – in sei mesi, alla fine di un ciclo amministrativo e in piena campagna elettorale – che si può costruire un nuovo modello commerciale per la Liguria. Servono più coraggio e più tempo, anche per mettere mano al Testo unico sul commercio varato da questa Giunta che, come dimostra l’attuale situazione di crisi del piccolo commercio, non è servito ad arginare la grande distribuzione, ne sono un esempio i tanti nuovi progetti di grandi superfici di vendita che, solo a Genova, stanno venendo fuori in questi mesi. Non siamo per le guerre di religione, ma crediamo che la libertà di impresa si debba esercitare in un quadro di regole certe”.

Sempre per quanto riguarda le nuove aperture di esercizi della Grande Distribuzione Organizzata, il Consiglio regionale ha poi invece respinto un ordine del giorno, presentato da Alice Salvatore (IlBuonsenso) e sottoscritto dal collega di gruppo Marco de Ferrari, che impegnava la giunta a interrompere definitivamente le concessioni di nuove aperture di esercizi appartenenti alla Grande Distribuzione Organizzata all’interno dei centri urbani.