Ammortizzatori sociali, Guarini (Fisascat Cisl): “il confronto sulla riforma preveda il coinvolgimento dei sindacati”

Per il sindacalista "occorre uscire dalla logica della discrezionalità politica in termini di concessione degli ammortizzatori sociali ed introdurre dei requisiti obiettivi"

Davide Guarini

Genova / Roma | – «Il confronto sulla riforma degli ammortizzatori sociali, che finora ha avuto un corso anomalo, deve prevedere da parte del Governo il coinvolgimento dei sindacati confederali. Per il vasto arcipelago del terziario di mercato questa può essere l’occasione per superare anacronistiche differenze in termini di integrazioni salariali in caso di sospensione delle attività in continuazione del rapporto di lavoro. Più nello specifico vanno superate le differenze di copertura concernenti le dimensioni occupazionali o le differenze settoriali tra imprese». Così il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini interviene al dibattito sulla riforma degli ammortizzatori sociali, tema fortemente sentito in casa della federazione della Cisl alle prese con la sottoscrizione  degli accordi di proroga del Fis e della Cassa integrazione in Deroga che nei settori del commercio turismo e servizi, dall’inizio della fase emergenziale, hanno coinvolto complessivamente oltre 5milioni di addetti.

«Il sistema – suggerisce il sindacalista – deve guardare ad una semplificazione e ad una omogeneità dei trattamenti non disconoscendo ciò che il ruolo della bilateralità settoriale potrà offrire ad un rinnovato sistema di ammortizzatori sociali».

«Tuttavia – ha sottolineato – una seria riforma non può non farsi carico di ridisegnare una sistema volto a garantire la continuità del reddito per i lavoratori dipendenti da imprese in crisi o a rischio chiusura». Per Guarini «occorre uscire da una visione dogmatica del ruolo degli ammortizzatori sociali che oggi non riconoscono integrazioni salariali nel caso di crisi strutturale con chiusura delle attività di impresa, impostazione che alla prova dei fatti – ha stigmatizzato – si è rivelata non solo inconsistente, ma irrealizzabile, tanto è vero che lo stesso legislatore che lo aveva perfezionato si è trovato costretto a riproporre, in deroga al principio generale, diversi interventi tampone».

Per il sindacalista «occorre uscire dalla logica della discrezionalità politica in termini di concessione degli ammortizzatori sociali ed introdurre dei requisiti obiettivi soddisfatti i quali anche una azienda a rischio chiusura può e deve richiedere l’intervento per l’integrazione al reddito dei propri dipendenti».

Il sindacalista ha rilanciato anche sul tema dei rinnovi contratti nazionali nel commercio, turismo e servizi che interessano circa 5 milioni di lavoratori. Per Guarini «occorre riprendere la discussione relativamente alla preparazione delle piattaforme unitarie di rinnovo contrattuale facendo tesoro di ciò che la lezione dell’emergenza Covid-19 ci ha lasciato, ossia focalizzare ancor di più l’attenzione del sindacato sui temi della prevenzione e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro così come sui temi dell’organizzazione del lavoro e della prestazione lavorativa in modalità lavoro agile non è solo opportuno ma necessario».

«A ben guardare le piste tematiche che possono fare la differenza – ha concluso il sindacalista – crediamo siano centrali i temi della integrità fisica del lavoratore come anche la crescita del suo potenziale attraverso la formazione professionale e il necessario investimento da farsi sulle professionalità impiegate nel settore dei servizi globalmente inteso, dove si concentra oltre il 70% dell’occupazione in Italia e dove la priorità resta debellare la crescente precarietà, assicurare una occupazione dignitosa,~contrastare l’avanzamento del dumping e gli effetti della polverizzazione che vive il settore».