Piano urbano mobilità sostenibile Genova, Tosi e Pirondini (m5s): “il piano non rispetta i criteri necessari”

"clamorosamente mancato, come denunciano le associazioni, l’obiettivo di riduzione della CO2, che si ferma a un misero -2%, come succede anche per il rumore e per tutti gli altri inquinanti"

Facciata di Palazzo Tursi a Genova

Genova | “Come M5S, accogliamo le osservazioni delle associazioni ambientaliste genovesi (WWF Genova Città Metropolitana, Fridays For Future, Comitato SìTram, Legambiente Liguria, Associazione Mobilita Genova e Famiglie Senz’auto Genova) inviate al MIT in merito al Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS): oltre alle molteplici criticità dovute a carenze progettuali e all’assenza di studi specifici sulla sostenibilità ambientale, l’analisi mette in luce un aspetto che riteniamo inaccettabile: clamorosamente mancato, come denunciano le associazioni, l’obiettivo di riduzione della CO2, che si ferma a un misero -2%, come succede anche per il rumore e per tutti gli altri inquinanti. Il Piano e le misure per favorire il trasporto pubblico, come denunciamo da tempo: grave che si faccia poco o nulla per ridurre la mobilità di auto e motocicli!”, dichiarano i pentastellati Fabio Tosi e Luca Pirondini.

“A ottobre 2019, avevamo già segnalato che il piano della Giunta Bucci non rispetta i criteri necessari: puntando sul filobus, si propone di fatto un doppione dell’autobus, che non risolve il problema della mobilità cittadina. La risposta è la tramvia, ottimale non solo per risolvere i problemi di viabilità, ma anche per rendere gli spostamenti più veloci e semplici oltre che ridurre sensibilmente le emissioni e l’inquinamento”.

“Al pari delle associazioni ambientaliste – concludono Tosi e Pirondini -, auspichiamo che il Comune di Genova definisca al più presto un nuovo progetto e istruisca una nuova richiesta di finanziamento al MIT, improntata a criteri di mobilità sostenibile ed efficiente per il trasporto pubblico. La mobilità cittadina deve garantire tempi di percorrenza e utilizzo ottimali. Così come è stato concepito, infatti, avremmo solo linee tagliate con conseguenti sovraffollamenti sui mezzi (assolutamente da evitare in ottica di contrasto al coronavirus), trasbordi obbligatori e linee di forza con indice di saturazione nelle ore di punta di oltre il 90%, con aumenti medi superiori al 15%”.