Fase 3 Liguria, Melis (M5S): “la ripartenza che tutti auspichiamo sia fatta valutando i dati sanitari”

"le regole siano chiare ma soprattutto eque e non lesive del diritto di tutti andare al mare con la famiglia"

Andrea Melis

Genova | “Partendo dal presupposto che tutti speriamo e assolutamente vogliamo ripartire quanto prima” – afferma il consigliere regionale Andrea Melis (M5S) – “avviandoci verso una graduale “normalità” sia per riprendere il lavoro, sia per momenti si svago, tenendo ferme le dovute cautele e mettendo in campo tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza dei cittadini, non possiamo però non sottolineare che le notizie riportate oggi dagli organi di stampa gettano ombre preoccupanti sulla reale situazione sanitaria della Liguria”.

“Mentre infatti da un lato – sostiene Melis – leggiamo che Toti ha scritto al Governo chiedendo di riaprire tutto perché i parametri sanitari lo consentirebbero, dall’altro apprendiamo invece che nella nostra regione, dopo un periodo di progressiva discesa, sono nuovamente aumentati i contagi e i decessi. E non solo: scopriamo anche (e la notizia è di ieri) che cinque Regioni non avevano inviato dati sufficienti al Ministero della Salute affinché questa potesse valutare correttamente la loro situazione. Tra le cinque ritardatarie figura la Liguria”.

“Francamente, non capiamo come possa Toti spingere per una ripartenza, peraltro accelerata e temo frettolosa, senza avere la reale contezza sanitaria ligure, soprattutto quando è la stessa Viale a dichiarare che ‘gli ultimi dati non vanno sottovalutati’. Il virus, stando agli epidemiologi, non sarebbe affatto in ritirata e dunque dobbiamo prestare la massima attenzione anche nell’ottica di non vanificare, causa fretta, l’auspicata ripresa delle attività commerciali dei mesi a venire e soprattutto quel che resta della stagione estiva”.

“Stagione sulla quale si sono peraltro lette idee non solo fantasiose ma anche, a mio parere, irricevibili. Penso ad esempio alla possibile volontà di questa Giunta di ridurre lo spazio delle spiagge libere per far posto alle attrezzature dei gestori degli stabilimenti adiacenti, riducendo dunque le libere dal 50 al 30% del totale, che rimarrebbero sì gratuite ma non più “libere” e soprattutto ridotte. Avendo già dovuto fare i conti con diverse limitazioni, arrivare ora a ridurre i beni pubblici sarebbe a nostro avviso una scelta sbagliata. Piuttosto, lavoriamo bene sulla regolamentazione del loro utilizzo, in modo che tutti ne possano beneficiare”.

“Si faccia insomma quanto prima chiarezza anche su questo aspetto e si rassicurino i liguri: le regole siano chiare ma soprattutto eque e non lesive del diritto di tutti andare al mare con la famiglia. Non vorrei che le ambitissime Bandiere blu (che nel savonese quest’anno non mancano, avendo la provincia conquistato 13 vessilli) e tutto quel che rappresentano, possano essere… ammirate da lontane, da un balcone o da una passeggiata a mare, e non sui lidi”, conclude il consigliere Melis.