Regione Liguria, Toti risponde ai sindaci: “non intereverremo mai su una loro ordinanza”

Giovanni Toti ufficio Regione Liguria

Genova | Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti risponde ai sindaci che oggi hanno chiesto uno stop alle ordinanze che sovrapponendosi alle direttive ministeriali creano confusione e disorientamento tra amministratori comunali e cittadinanza. “Siamo al lavoro per la Fase 2” afferma Toti: “Dalla prossima settimana, con i nuovi macchinari, passeremo a 3 mila tamponi al giorno. E nelle prossime settimane, con i test rapidi, ne aumenteremo ancora. In più stiamo andando avanti con i test sierologici. Lunedì le nuove norme del Governo sostituiranno in gran parte le regole anticipate dalla nostra ordinanza come da molte altre Regioni. Norme assolutamente legittime al di là delle chiacchiere di qualcuno. Pensate che tra i tanti provvedimenti presi l’unico contestato dal Governo è stato quello che riguarda la toelettatura per cani. Sarebbe bello vedere come potrebbe andare a finire la discussione di fronte alla Corte Costituzionale. Ma ovviamente il Governo non lo impugnerà”.

“Stiamo lavorando – prosegue Toti – con l’Esecutivo per rinnovare in modo coerente con nuove regole le nostre ordinanze. La settimana prossima sarà decisiva per monitorare i dati e mettere alla prova la responsabilità di tutti noi. Nessuno meglio di noi sa che non si deve sottovalutare il virus. Per questo l’impianto dei nostri ospedali, che per fortuna ancora oggi si stanno svuotando, resterà pronto per ogni necessità. La Liguria ha fatto uno sforzo gigantesco e siamo i primi in Italia per numero di terapie intensive per numero di abitanti. Non cascheremo nella strumentalizzazione dei dati né tanto meno siamo interessati al derby tra “chiusuristi” e “aperturisti”. Sappiamo che molte categorie soffrono, i soldi del Governo non arrivano e la Liguria ha bisogno di ripartire. Anche il Governo ha riconosciuto che nelle prossime settimane servirà più autonomia e che le Regioni potranno decidere, all’interno delle linee guida, le proprie necessità”.

Secondo il presidente Toti “Non c’è nessun contrasto con i Sindaci, anche se qualcuno vorrebbe utilizzare questo momento per alimentare uno scontro politico che non esiste. Come chiediamo autonomia a Roma, mai interverremo sui Sindaci e sulle loro ordinanze. I primi cittadini conoscono bene i loro territori e se riterranno di dover adottare provvedimenti più restrittivi si confronteranno con i propri cittadini, commercianti, imprenditori. Rilevo che un documento politico, firmato da una settantina di Sindaci su 234, per lo più di un colore politico, non sia il miglior modo per avviare un confronto”.

“Con Anci Regionale abbiamo sempre mantenuto un rapporto costante e serio di confronto – conclude Toti –  tanto che il presidente dei Sindaci Marco Bucci, partecipa ogni sera alla nostra cabina di regia. Non discuteremo mai le prerogative dei Sindaci, così come riteniamo non possano essere messe in discussione le esigenze di governo della Regione. Lunedì comunque comincia una nuova stagione con le nuove regole del Governo e siamo certi che le affronteremo con serietà, assumendoci ognuno le proprie responsabilità legate al nostro ruolo”.

Il presidente Toti è poi tornato con una nota sulla questione: “Ho letto con attenzione un documento firmato da circa 70 sindaci (circa 359.000 residenti pari al 23% dei residenti in Liguria)  su 234 primi cittadini liguri che invitano a non emettere ordinanze in Regione Liguria. Ritengo irrituale tale invito, tanto più all’indomani del confronto dei giorni scorsi tra governo e regioni che ha individuato un percorso e concordato sulla legittimità dei nostri provvedimenti (resta aperto il solo tema contenzioso sulla toilette per cani). Come concordato con il Governo eserciteremo il nostro potere di ordinanza, per quanto di competenza regionale; continueremo a chiedere al governo un serio piano di riaperture e attueremo, come d’accordo con il ministro della Salute, tutti i livelli di monitoraggio”. “D’altra parte i sindaci sanno benissimo di avere propri poteri di ordinanza atti a restringere le aperture che saranno poi attuate da lunedì su tutto il territorio nazionale dal governo e quelle che seguiranno – specifica il presidente -Non farò analoghi appelli, se i sindaci ritengono ci siano elementi particolari di preoccupazione nei loro comuni potranno adottare specifiche ordinanze, confrontandosi con i loro cittadini e con le forze economiche e sociali del loro territorio. Eviterei ogni politicizzazione del confronto istituzionale e apprezzo in tal senso la nota di Anci con cui collaboriamo dall’inizio della crisi”.