Liguria, Benifei (PD): “Durante l’emergenza dalla Regione disastri e campagna elettorale perenne”

“È un elenco – dice l'europarlamentare – che, pur essendo un avversario politico, faccio con dolore e nessuna soddisfazione”

Brando Benifei

Genova | Secondo l’Europarlamentare ligure Brando Benifei, Capodelegazione del PD al Parlamento Europeo “l’atteggiamento che ha avuto Regione Liguria durante questa drammatica emergenza è intollerabile, siamo arrivati a un punto di non ritorno per cui tacere diventa impossibile”.

“Non c’è stato giorno – prosegue Benifei – in cui l’ossessione per la campagna elettorale di Toti non abbia prevalso sul confronto e sul duro lavoro che sarebbe richiesto agli Amministratori in fasi come questa; il lavoro incessante che hanno portato avanti, spesso in silenzio, i sindaci nelle città, il Governo, l’Unione Europea e moltissime Regioni italiane. La macchina della Regione Liguria che non si è mai fermata, invece, è quella della propaganda, anche a fronte di risultati disastrosi che avrebbero suggerito cautela e correzione della rotta. La Liguria è ancora in Fase 1, è prima in Italia per tasso di mortalità, è seconda solo alla Lombardia per tasso di letalità; è la Regione, insieme al Piemonte, dove c’è stato un maggior incremento proporzionale di nuovi contagi negli ultimi 14 giorni, e quella del Nord Italia dove si sono effettuati meno tamponi, tralasciando il meccanismo oscuro di comunicazione dei dati”.

“È un elenco – dice l’europarlamentare – che, pur essendo un avversario politico, faccio con dolore e nessuna soddisfazione, perché le conseguenze di tutto ciò le pagano la mia Regione e i miei concittadini. Toti e la sua squadra, però, non hanno il tempo di occuparsi della realtà, perché – continua Benifei – è l’immagine ad interessarli, la propaganda perenne. Non si può, nella loro ottica, perdere tempo a fare ciò che sarebbe necessario, come aggiustare il lavoro delle Aziende Sanitarie, con ai vertici Commissari e direttori di loro riferimento, nella organizzazione ospedaliera e territoriale. Ecco allora le mascherine firmate dalla Regione Liguria, il cui imbustamento è costato 155.000 euro, la convocazione dei fotografi quando arrivavano i carichi di aiuti dall’estero, la trovata scenica della nave-ricovero, con costi esorbitanti”.

“Infine un’ultima perla di incontinenza propagandistica e di dubbio gusto: l’Assessora Regionale Cavo comunica sui social la distribuzione di un milione di mascherine, comprate con soldi pubblici, senza nessun riferimento al fatto che sia l’istituzione regionale a distribuirle, e inserendo nella comunicazione il logo della Lista Toti e la parola “gratis”. Così impostata, la doverosa distribuzione istituzionale di un dispositivo di sicurezza e salute pubblica diventa insomma un regalo, firmato da una lista politica. È un fatto la cui gravità, probabilmente, include aspetti che vanno oltre la mera inopportunità politica, oltre a dare bene la misura del livello raggiunto dal centrodestra ligure, che voleva votare di gran furia per la fondata paura che i cittadini aprissero gli occhi e chiedessero conto. Non si illudano che non accada, superata questa tragedia si dovrà capire fino in fondo cosa è successo davvero in queste drammatiche settimane in Liguria” conclude Brando Benifei.