I migliori extravergini del Nord Italia secondo Slow Food

Il panorama olivicolo nelle regioni del nord Italia è passato da una situazione di grande produzione quantitativa e qualitativa nel 2018 a un anno, il 2019, in cui tutte queste regioni assieme hanno ottenuto poco più di 5.000 tonnellate di olio e quasi sempre con risultati non all’altezza degli ultimi anni, salvo singoli e sporadici casi, soprattutto in Liguria e Trentino

olio di oliva extravergine

Genova / Imperia | La Guida agli Extravergini di Slow Food Italia è un’utile strumento per conoscere, scegliere e trovare i migliori oli della nostra penisola. Da oltre vent’anni il volume segnala il meglio della produzione italiana di qualità. Con i sui 100 collaboratori, che non sono solo esperti degustatori, ma persone presenti sul territorio, che conoscono le aziende dall’oliveto alla bottiglia, la Guida racconta 580 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici, recensisce 943 oli tra gli oltre mille assaggiati. La nuova edizione si può acquistare su www.slowfoodeditore.it o scrivendo a f.baldereschi@slowfood.it. La Guida offre la possibilità di intraprende un bellissimo viaggio nel meraviglioso mondo dell’olio e del suo paesaggio attraverso schede dettagliate e numerose indicazioni sintetizzate da simboli che ne facilitano la lettura.

La campagna 2019-2020. Secondo i dati aggiornati a metà marzo da ISMEA ammontano a 365 mila le tonnellate di olio di oliva prodotte nell’ultima campagna 2019-2020. Un quantitativo che equivale a oltre il doppio rispetto alla terribile annata 2018. I risultati produttivi, sottolinea l’ISMEA, dividono perfettamente in due la Penisola: al Nord ci sono delle riduzioni particolarmente significative che in alcuni casi hanno portato quasi all’azzeramento dei volumi, mentre gli incrementi sono tutti concentrati nelle regioni meridionali, alcune delle quali hanno raddoppiato o triplicato gli scarsi volumi della campagna scorsa.

guida agli extravergini SlowFood 2020

Le regioni del Nord Italia. Il panorama olivicolo nelle regioni del nord Italia è passato da una situazione di grande produzione quantitativa e qualitativa nel 2018 (circa 12.000 tonnellate in complesso) a un anno, il 2019, in cui tutte queste regioni assieme hanno ottenuto poco più di 5.000 tonnellate di olio e quasi sempre con risultati non all’altezza degli ultimi anni, salvo singoli e sporadici casi, soprattutto in Liguria e Trentino. In generale la riduzione delle olive raccolte, rispetto all’anno precedente, è variata da un meno 65% a meno 100%: in alcune zone, soprattutto attorno ai laghi prealpini Garda, Iseo, Como, non si è neppure raccolto. A incidere negativamente sui raccolti sia la naturale alternanza sia le cattive condizioni climatiche che hanno accompagnato quasi tutte le fasi di sviluppo dell’olivo. Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Trentino e Veneto, sono state caratterizzate della pioggia e del freddo di maggio che hanno ritardato la fioritura fino a giugno e, poi, del caldo torrido che ha caratterizzato questo mese fino a provocare la caduta precoce delle mignole in grande quantità, bruciate da un sole più agostano. La cimice asiatica, la di siccità estiva e la mosca dell’olivo, hanno complicato le cose già non felici. Questo ha fatto si che la parte della Guida dedicata al Nord fosse meno corposa. Ma non sono mancati i riconoscimenti che caratterizzano la Guida agli Extravergini.

I riconoscimenti assegnati. Si inizia con il premio Grande Olio Slow riconosciuto all’olio eccellente, capace di emozionare in relazione a cultivar autoctone e territorio di appartenenza, ottenuto con pratiche agronomiche sostenibili: Veneto Dop Veneto Valpolicella de La Contarina, Illasi (Vr); Trentino Alto Adige Millenario della Tenuta Maso Bòtes, Arco (Tn); Emilia-Romagna Valdoleto della Tenuta Pennita, Castrocaro Terme e Terra del Sole (Fc).

 Un altro riconoscimento ambito è quello di Grande Olio attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar assegnato a: Trentino Alto Adige 46° Parallelo dell’Agraria Riva del Garda, Riva del Garda (Tn); Liguria Estremo de La Baita & Galleano, Borghetto d´Arroscia (Im), Crù Turè Dop Riviera Ligure Riviera dei Fiori di Benza Frantoiano, Imperia, Extremum di Paolo Cassini, Isolabona (Im); Emilia-Romagna Ascolana del Podere La Torre, Roncofreddo (Fc), Oro Colato dell’Oleificio Sapigni, Verucchio (Rn).

 Invece la Chiocciola è stata assegnata in: Trentino Alto Adige a Laghel7 di Arco (TN) e alla Tenuta Maso Bòtes di Arco (Tn); Emilia-Romagna alla Tenuta Pennita di Castrocaro Terme e Terra del Sole (Fc).