Arcuri su vendita mascherine: prezzo bloccato contro “speculazione vergognosa”

"mezzo euro è un prezzo che riteniamo 10 volte superiore al costo di produzione, a cui va aggiunto il costo di distribuzione, e del 20% superiore al costo al quale acquistiamo noi"

mascherina protettiva indossata

Genova / Roma | Il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri è tornato sulla questione del prezzo calmierato a 0,50 € delle mascherine intervenendo in video-audizione alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera. Si tratta di una misura per bloccare “una speculazione vergognosa”, ha ribadito.

“Prima della crisi una mascherina costava in Italia 0,08 euro l’una. Durante i primi giorni della crisi il prezzo era arrivato a almeno 5 euro” ha ricordato Arcuri: “Non esisteva una produzione nazionale di questi dispositivi, prima considerati beni di consumo marginale e diventati all’improvviso beni di consumo primari. Siamo partiti da 8 centesimi per mascherina e siamo arrivati a 5 euro. Le analisi dei nostri uffici mi dicono che il costo di produzione di una mascherina è 5 centesimi: si capisce qual è lo spazio di profitto della categoria. Il prezzo è stato fissato sulla base di alcuni parametri. Le 5 aziende italiane ci stanno già rifornendo le mascherine e arriveranno a darcene 660 milioni, e ci vendono i beni a un prezzo di 0,38 euro. Quindi – ha giunto Arcuri – mezzo euro è un prezzo che riteniamo 10 volte superiore al costo di produzione, a cui va aggiunto il costo di distribuzione, e del 20% superiore al costo al quale acquistiamo noi”. 


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