Volpi (M5S): “Toti in perenne campagna elettorale crea confusione con le sue ordinanze”

“Purtroppo in Italia e soprattutto in Liguria non siano ancora arrivati alla soglia 'zero contagi', per questo dobbiamo procedere con cautela”

Leda Volpi

Roma / Genova | Secondo Leda Volpi, medico e deputata “ligure” del Movimento Cinque Stelle, “Toti parla da irresponsabile, la sua perenne campagna elettorale lo rende cieco di fronte ai rischi sanitari ed economici di riaperture avventate. Le regioni non devono muoversi in ordine sparso con aperture non concordate e in contrasto con le linee imposte dal governo perché così facendo espongono al rischio di nuove ondate di contagi”.

Purtroppo in Italia e soprattutto in Liguria – prosegue Leda Volpi – non siano ancora arrivati alla soglia ‘zero contagi’, per questo dobbiamo procedere con cautela perché come evidenziano le analisi indipendenti della Fondazione Gimbe la maggior parte delle regioni ha ancora una crescita settimanale dei casi del 5-6%, una percentuale ancora troppo elevata. Addirittura secondo l’analisi GIMBE aggiornato al 26 aprile solo l’Umbria al momento sembra avere l’epidemia Covid-19 sotto controllo. La Liguria invece si colloca tra le Regioni ancora in grave difficoltà e forse Toti con le sue ordinanze vuole spostare l’attenzione su altri temi per non rispondere dell’inefficacia della gestione dell’emergenza in Liguria. Come mai, ad esempio, la Liguria si trova all’ultimo posto tra le regioni del Nord Italia per il numero di tamponi effettuati rapportato alla popolazione? I tamponi sono stati effettuati soltanto su 142 persone ogni 10mila abitanti (analisi youtrend con dati Protezione civile del 23 aprile) contro i 311 della Valle D’Aosta e i 168 del Piemonte (Regione in grave difficoltà come la Liguria): solo poche regioni del Sud hanno fatto meno tamponi in rapporto alla popolazione, ma il contagio in quelle regioni è contenuto”.

Toti non confonda il principio di autonomia con una dannosa frammentazione delle regole perché i cittadini non devono essere messi in confusione da aperture lanciate a scopi elettorali: solo nel Medioevo le regole potevano cambiare da Comune a Comune. Come sottolineato anche dal Consiglio di Stato – conclude la deputata del M5S – la gestione dell’emergenza nazionale deve essere unitaria e le restrizioni che sono state imposte dal Governo sono giustificate dalla tutela del bene più prezioso, la nostra salute. La fase 2 dovrà essere posta in essere con metodo e rigore”.

analisi GIMBE