Coronavirus, linee guida Distribuzione commerciale alimentare nei protocolli settoriali sindacati / imprese

Guarini: "come parti sindacali e associazioni imprenditoriali abbiamo condiviso l’opportunità di non abbassare la guardia nei luoghi di lavoro"

Davide Guarini

Genova / Roma | La salute e la sicurezza dei lavoratori nel settore della distribuzione commerciale e alimentare, tra le attività considerate essenziali, “dovranno restare una priorità irrinunciabile anche nella fase in cui la diffusione della pandemia comincerà a scemare”. Per contrastare la propagazione del Covid-19 negli ambienti di lavoro nel comparto distributivo, dove complessivamente nell’emergenza operano oltre 700mila addetti esposti quotidianamente al pericolo contagio, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno raggiunto~accordi quadro con le associazioni imprenditoriali di settore Confcommercio, Confesercenti e Federdistribuzione.

Fra le misure recepite nelle linee guida che si applicheranno alle lavoratrici ed ai lavoratori della distribuzione commerciale alimentare, in ottemperanza al Dpcm dell’11 marzo 2020 e al rispetto delle misure cautelative nei punti vendita con l’utilizzo dei Dpi, spiccano le forme di garanzia e sicurezza per gli addetti alla vendita e per le sanificazioni che interesseranno i luoghi di lavoro oltre ad un protocollo sulle misure ad hoc per le consegne a domicilio.

«Alla diffusione dei primi dati sulla possibile inversione di tendenza sui nuovi contagi e ai guariti – ha sottolineato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini – come parti sindacali e associazioni imprenditoriali abbiamo condiviso l’opportunità di non abbassare la guardia nei luoghi di lavoro». «Per la Fisascat Cisl in particolare – ha aggiunto il sindacalista – è necessario che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Rls presenti nei luoghi di lavoro~operino in sinergia con le imprese per migliorare gli standard igienico-sanitari che possono~aiutare~a~relativizzare l’impatto di una pandemia che ha mietuto decine di migliaia di vittime e che ha rappresentato per i settori del terziario una battuta di arresto significativa».

Sempre in termini di reazione e contrasto ai negativi effetti in campo economico ed occupazionale che la pandemia ha prodotto, la Fisascat Cisl, insieme agli altri sindacati di categoria Cgil e Uil, ha sottoscritto un importante protocollo – già rimesso al Governo – che chiede una attenzione particolare alle aziende del settore non alimentare.

«La sospensione delle attività determinate dal Dpcm dell’11 marzo 2020, per quanto necessaria, ha messo a dura prova un comparto che occupa complessivamente un milione e mezzo di addetti» ha rimarcato Guarini evidenziando che «è fondamentale che le aziende e il settore nel suo complesso possano godere di politiche ad hoc al fine di limitare il più possibile il fenomeno dell’insolvenza che deriverebbe dalla mancanza di liquidità protratta a cui queste imprese devono fare fronte». «Anche per queste tipologie di aziende – ha concluso il sindacalista – è necessario che siano adottate delle misure volte a facilitare l’accesso al credito ed anche finalizzate a stabilire un ricorso eccezionale agli ammortizzatori sociali per la fase che seguirà l’auspicata risoluzione dell’emergenza igienico-sanitaria per non disperdere diverse centinaia di migliaia di posti di lavoro».