Albenga, “L’istituto Trincheri sta vivendo un dramma”; le precisazioni del sindaco Tomatis

Tomatis: “I medici e i dirigenti dell'Istituto Trincheri non appena è stato reso noto il primo e per ora unico caso di positività al tampone hanno messo in atto tutte le procedure previste da ASL e ALISA per cercare di mettere in sicurezza sia gli ospiti che gli operatori. Per quanto riguarda il personale sanitario purtroppo le informazioni sono poco chiare o addirittura assenti”

Istituto Trincheri ad Albenga

Albenga | Il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis interviene in merito all’Istituto Trincheri, sul quale in città circolano voci contrastanti sul numero e le cause dei decessi (“naturali”, da e /o con coronavirus, o per altre patologie della tarda età), sulle condizioni di “sicurezza” in cui versano oggi sia gli ospiti sia gli operatori del ricovero per anziani, i più fragili di fronte al rischio di essere inghiottiti da questa pandemia in corso. L’inadeguata comunicazione pubblica delle istituzioni sanitarie locali, la carenza di fonti certificate autorevoli e attendibili, il continuo chiacchiericcio dei social media e le polemiche umorali di questi giorni d’emergenza complicano inoltre una situazione già di per sé difficile, precaria, indeterminata, accrescendo così l’ansia, il disagio e talvolta la rabbia impotente fra la popolazione cittadina. (Leggi aggiornamento 30/3/2020 QUI: Trincheri di Albenga: il sindaco chiede l’intervento della Croce Rossa Italiana).

“L’istituto Trincheri – afferma il sindaco di Albenga – sta vivendo un dramma, purtroppo comune a tutti gli istituti che ospitano numerosi pazienti anziani. Il controllo delle pandemia in strutture come questa è estremamente difficile perché il virus viene portato all’interno da visitatori o operatori asintomatici o durante la fase dell’incubazione che ricordo può durare fino a 14/20 giorni e durante la quale si trasmette la malattia pur non avendone i sintomi”.

“I medici e i dirigenti dell’Istituto Trincheri – prosegue Tomatis – non appena è stato reso noto il primo e per ora unico caso di positività al tampone hanno messo in atto tutte le procedure previste da ASL e ALISA per cercare di mettere in sicurezza sia gli ospiti che gli operatori. Purtroppo vista l’età elevata dei ricoverati  queste strutture sono quelle che pagano il prezzo più alto in termini di vite a questa epidemia, complice la mancanza di posti letto in ospedale”.

Il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis
Il sindaco di Albenga, Riccardo Tomatis

Il sindaco di Albenga, che è anche medico di professione, precisa: “I miei colleghi credetemi fanno i salti mortali per cercare di curare tutti ma è bene che si sappia che non tutti i pazienti possono accedere ai livelli più specializzati  di cure che, vengono riservati ai pazienti più giovani e che hanno maggiori probabilità di sopravvivere, questo non toglie che il dolore di perdere il proprio padre non dipende dalla sua età. Per quanto riguarda il personale sanitario purtroppo le informazioni sono poco chiare o addirittura assenti basate soprattutto sul passa parola che, come si sa, non può essere preso in considerazione. Mai come in questo periodo lavorare nell’ambito sanitario è diventato rischioso. Gli obblighi che abbiamo nei confronti di chi ha bisogno di cure ci mette nella situazione di correre evidenti rischi”.

Per quanto a mia conoscenza tutti gli operatori sono dotati dei DPI in conformità a quanto disposto dall’ASL. Mi accerterò personalmente di eventuali carenze non comunicatemi e se del caso sarà mia cura pretendere che la Regione intervenga immediatamente. Dispiace constatare che si utilizzino situazioni di questa gravità per speculazioni politiche.” conclude il sindaco Tomatis. (effe)