Liguria, revocata la seduta del Consiglio regionale e delle Commissioni

Consiglio Regione Liguria

Genova | Il presidente del Consiglio regionale Alessandro Piana, sentito l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa, ha deciso di revocare la seduta del Consiglio regionale, prevista per martedì 10 marzo, e delle Commissioni convocate domani, lunedì 9 marzo. La decisione è stata assunta in seguito agli ultimi sviluppi relativi all’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus.

RobertoMichels

Domani il presidente e l’ufficio di presidenza, insieme ai capigruppo, incontreranno il presidente della Giunta Giovanni Toti che aggiornerà sulla situazione e, sulla base delle informazioni assunte, sarà definito il programma dei lavori del Consiglio. «La decisione di revocare la seduta del Consiglio e delle commissioni – dichiara il presidente Piana – è stato un atto di responsabilità indispensabile, di fronte ad un’emergenza sanitaria sempre più complessa, e non esclude il coinvolgimento di tutte le forze politiche per organizzare i futuri lavori dell’Assemblea». Il presidente Piana ricorda che decisioni analoghe sono state assunte anche da parte dei presidenti di altri Consigli regionali.

Polemiche in Regione

Gianni Pastorino (consigliere capogruppo regionale Linea Condivisa) Giovanni Lunardon (consigliere capogruppo regionale Partito Democratico): «Oggi il Presidente del Consiglio Regionale Piana ha deciso di autorità di revocare il consiglio regionale di martedì prossimo e le commissioni senza neppure coinvolgere i capigruppo. Alla nostra richiesta di convocare l’Ufficio di Presidenza integrato (capigruppo più presidenti di commissione) per decidere in merito e per fare la programmazione dei lavori, ovviamente tenendo conto delle norme di profilassi pubblica, ha negato la convocazione dell’Upi dicendo che forse sarà convocato nei prossimi giorni, facendo cadere anche la disponibilità manifestata in tal senso dal Presidente Toti a rendere un’informativa sui recenti provvedimenti in quella sede formale». «Crediamo che questo comportamento sia sinceramente fuori luogo e inutilmente provocatorio. La sicurezza viene certo prima di tutto, magari soprattutto quella dei cittadini e non di trenta consiglieri regionali, ma in questo momento c’è bisogno di trasparenza, di condivisione e di responsabilità. Questa ultima ha come presupposto le prime due. Altrimenti l’idea che si trasmette è che non si vuole informare, non si vuole discutere, non si vuole condividere. Un atteggiamento miope che invece di contribuire ad una ordinata gestione dell’emergenza crea solo allarme e confusione e dà l’impressione che chi dovrebbe pensare ad assicurare il bene comune prima di tutto pensi al bene proprio e che alla chiarezza si preferisce l’opacità. Non possiamo tramettere il concetto che nell’emergenza la politica e le istituzioni chiudono. Sarebbe una resa. Utilizziamo, se si ritiene, anche gli accorgimenti del lavoro agile ma non scappiamo dalle responsabilità proprio quando siano chiamati ad assumerle».

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