Coronavirus, 20 positivi restano in osservazione in Liguria

L'epidemia è sotto controllo ma Alisa sta predisponendo misure in via cautelare e ipotetica per le eventualità più gravi che, hanno detto il presidente Toti e l'assessore alla Sanità Viale, “si spera di non dover affrontare, ma è necessario pianificare anche queste azioni per garanzia della sicurezza dei cittadini”

Punto coronavirus Regione Liguria

Genova / Alassio | Sono saliti a 44 i casi positivi di coronavirus registrati in Liguria, anche se da oggi sul territorio restano solo 20 pazienti dal momento che i 24 turisti piemontesi affetti stanno ora rientrando per essere assistiti in strutture messe a disposizione dalla Regione Piemonte. Il principale cluster di provenienza dei pazienti positivi resta quello di Alassio, mentre continua ad essere più circoscritta la situazione spezzina dove altri 3 tamponi sono in via di verifica. Le persone ancora in sorveglianza attiva in totale risultano 514: Asl1 30; Asl2 235; Asl 3 59; Asl 4 45; Asl 5 145.

“La situazione di Alassio sostanzialmente non ci dà particolari preoccupazioni” ha detto Toti; rientrati gli ospiti piemontesei, “nelle prossime ore ci confronteremo nuovamente con Regione Lombardia e, se le condizioni nella cosiddetta ‘zona rossa’ di Castiglione D’Adda lo consentiranno, cercheremo di riavvicinare a casa anche loro”. “Sono partiti per il Piemonte anche quattro pazienti, tutti over 65enni, che sono stati dimessi dall’Ospedale Policlinico San Martino perché in buone condizioni di salute: questo significa che il virus va preso molto sul serio ma che si guarisce e che le nostre terapie sono adeguate. Oltre al paziente spezzino ricoverato al Sant’Andrea, sono ancora ricoverati al San Martino 4 pazienti, riconducibili al ‘cluster’ di Alassio, nessuno dei quali in terapia intensiva”.

Per quanto riguarda scenari liguri per i prossimi giorni, vale la massima pragmatica di rito nelle emergenze, sperare il meglio ma prepararsi al peggio: Alisa sta così predisponendo misure in via cautelare e ipotetica per le eventualità più gravi che, hanno detto il presidente Toti e l’assessore alla Sanità Viale, “si spera di non dover affrontare, ma è necessario pianificare anche queste azioni per garanzia della sicurezza dei cittadini”. “Non abbiamo, a differenza di altre regioni, soggetti positivi o sintomatici non tracciati” ha poi ricordato Toti: “abbiamo due filoni precisi individuati (N.d.R.: Alassio e Spezia) e questo credo che faccia la sostanziale differenza e credo anche che in qualche modo sia merito del grandissimo lavoro di mappatura epidemiologica che è stata fatta già subito all’indomani dei casi” grazie al lavoro non semplice fatto dai professionisti attivi sul campo.

Per quanto riguarda le dotazioni di sicurezza, il Commissario straordinario di Alisa Locatelli ha spiegato che “abbiamo acquisito 50mila dispositivi DPI di protezione individuale in modo autonomo, che si aggiungono al primo stock nazionale arrivato oggi”. La vicepresidente Viale ha sottolineato la massima attenzione per “la pianificazione della modalità di sorveglianza attiva al domicilio delle persone, evitando il più possibile l’ospedalizzazione di coloro che non ne hanno necessità. Pertanto ho dato indicazioni ad Alisa di elaborare il piano incrementale assistenziale coordinandosi con la medicina territoriale: si tratta di acquisire da medici volontari la disponibilità a partecipare a questa attività di monitoraggio, nelle condizioni di massima sicurezza”.

L'aggiornamento sul Coronavirus dalla Sala Trasparenza

Pubblicato da Regione Liguria su Venerdì 28 febbraio 2020

Sul fronte scolastico, viste le numerose domande ricevute in merito ai certificati medici da presentare al rientro a scuola, l’assessore Cavo raccomanda il riferimento alla nota esplicativa fornita da  Alisa, qui di seguito riportata:  “Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, all’art.1, punto c, ha stabilito che “la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avviene, fino alla data del 15 marzo 2020, dietro presentazione di certificato medico, anche in deroga alle disposizioni vigenti”. 
Alisa, in ottemperanza a quanto previsto dal decreto sopra citato, ha trasmesso una nota esplicativa all’Ufficio Scolastico regionale e ai direttori sociosanitari, contenentechiarimenti in merito alle modalità di giustificazione di eventuali assenze.

L’assenza per malattia va considerata limitatamente ai giorni di frequenza scolastica, ovvero, da lunedì a venerdì, escludendo dal conteggio sabato e festivi, se nella stessa settimana. Il certificato medico NON è necessario se l’assenza è riferibile al solo periodo di chiusura della scuola prevista da ordinanza, anche per periodi superiori a 5 giorni. Nel caso in cui, precedentemente alla chiusura della scuola per ordinanza, l’alunno fosse già stato assente, il certificato medico è obbligatorio solo se la famiglia non aveva già comunicato l’assenza per motivi differenti da malattia (ad esempio, settimana bianca, vaccinazione, motivi familiari, visite programmate ecc.). Per le assenze per le quali NON è previsto il certificato medico, le famiglie sono tenute a produrre in forma scritta un’autocertificazione che riporti di “Non aver soggiornato in zone endemiche e non aver avuto contatti con casi sospetti o confermati”.