Davide Livermore nuovo direttore Teatro Nazionale di Genova

Proseguendo il percorso iniziato dai suoi predecessori, il neo direttore immagina stagioni in cui la nuova drammaturgia abbia ampio spazio, ma dà altrettanta importanza ai classici, “storie meravigliose, che hanno affascinato la gente nei secoli, meccanismi perfetti che non hanno bisogno di riscritture”

Davide Livermore
Nella foto: Davide Livermore oggi durante la conferenza stampa di presentazione (Credit: ph. Paola Leoni))

Genova | Questa mattina Davide Livermore ha tenuto la sua prima conferenza stampa nel ruolo di nuovo Direttore del Teatro Nazionale di Genova. «Siamo convinti che l’innesto di una personalità dello spessore di Davide Livermore sulle radici di una gloriosa tradizione come quella del Teatro di Genova permetta alla nostra struttura di essere protagonista della scena culturale internazionale, tornando a essere portavoce del teatro italiano nel mondo” dichiara Alessandro Giglio, Presidente del Teatro Nazionale di Genova.

RobertoMichels

«Si tratta di una scelta che certifica la ritrovata centralità di Genova nel panorama culturale e artistico italiano e internazionale – commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – e, allo stesso tempo, è prova del fatto che il Teatro Nazionale di Genova punti sempre più in alto. Siamo di fronte a una mossa pienamente in linea con la rotta tracciata nel 2018 con l’unione tra il Teatro Stabile di Genova e il Teatro dell’Archivolto, che ha dato vita a una nuova realtà, riconosciuta come Teatro Nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Con l’arrivo di Livermore, infatti – conclude Toti – la scena teatrale di Genova si candida a diventare ancora di più punto di rifermento per un pubblico sempre più vasto: il fatto che il nuovo direttore sia stato scelto per aprire, per due anni consecutivi, la stagione del teatro alla Scala conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la lungimiranza della decisione del Cda».

«In questi due anni e mezzo di amministrazione della città abbiamo dimostrato la nostra vicinanza al mondo della cultura e, in maniera particolare, a quello del teatro. L’operazione che ha dato vita al Teatro Nazionale di Genova è un esempio di ciò che vogliamo fare per l’attività teatrale in città, così come grande importanza abbiamo dato e stiamo dando al rilancio del Teatro Carlo Felice» gli fa eco il Sindaco di Genova Marco Bucci. «Siamo felici che un grande artista come Davide Livermore, che vanta un curriculum internazionale di enorme valore, abbia deciso di raccogliere questa sfida professionale e lavorare per lanciare ai massimi livelli il Teatro Nazionale di Genova».

«Si tratta di una scelta di altissimo profilo– commenta l’assessore alla Cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo – Era necessario dare un’impronta netta, un’identità forte al Teatro Nazionale di Genova, e Livermore è certamente l’opzione giusta per raggiungere questi obiettivi. Per Genova, in una fase in cui in ogni ambito è necessario coraggio, la brillante presenza e l’impegno già tangibile di un artista famoso nel mondo crea ammirazione e fa bene al sistema culturale della città. È un regista capace di unire alla sua vocazione artistica anche una vocazione manageriale (ricordiamo che sotto la sua guida il Palau de les Arts di Valencia ha avuto il 60% di spettatori in più). Ha già allo studio progetti che possano valorizzare la storia e la cultura di questa città, proiettandoci allo stesso tempo verso un’apertura internazionale. Un segnale indiretto di sostegno a questa scelta e al suo mandato è già arrivato dal Mibact che ha riconosciuto al Teatro Nazionale di Genova il progetto speciale sulla drammaturgia: un segnale importante. Un sentito ringraziamento – conclude l’Assessore Cavo – al direttore uscente, Angelo Pastore, per il lavoro svolto in questi anni, che ha permesso al Teatro Stabile di diventare Teatro Nazionale di Genova e di ambire ora a un palcoscenico internazionale».

«Con la direzione di Davide Livermore, regista di fama internazionale e figura di grande spessore sia nell’ambito della lirica sia della prosa, il Teatro Nazionale di Genova si conferma come importante realtà italiana ma, nel contempo, fortemente radicata sul territorio – commenta Barbara Grosso, assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova – L’amministrazione comunale sarà come sempre accanto al direttore, al quale va il mio augurio di buon lavoro, e agli organi rappresentativi di questo teatro, che ha tutte le carte in regola per fare un balzo in avanti a livello internazionale».

Davide Livermore ha lavorato nei principali teatri italiani e per numerose istituzioni culturali straniere. Direttore artistico del Teatro Baretti di Torino dal 2002, Direttore del Centrede Perfeccionament Placido Domingo di Valencia dal 2013 al 2017 e Sovrintendente e Direttore Artistico del Palau de Les Arts Reina Sofía di Valencia dal 2015 al 2017, è stato nominato Direttore del Teatro Nazionale di Genova il 5 novembre 2019, ricevendo il mandato dal Consiglio d’Amministrazione per un quadriennio. «Il teatro deve andare all’attacco dell’immaginario della società, vogliamo essere pirati della bellezza” afferma Livermore. «Il teatro è strategico per lo sviluppo di una comunità, perché permette di creare ponti culturali e relazioni internazionali. Qui a Genova, in questa fase storica, metterò a disposizione tutte le mie energie per contribuire alla rinascita della città. Un obiettivo da perseguire naturalmente anche attraverso il rafforzamento delle sinergie con le altre realtà cittadine».

Proseguendo il percorso iniziato dai suoi predecessori, il neo direttore immagina stagioni in cui la nuova drammaturgia abbia ampio spazio, ma dà altrettanta importanza ai classici, “storie meravigliose, che hanno affascinato la gente nei secoli, meccanismi perfetti che non hanno bisogno di riscritture”. Progetta azioni concrete per coinvolgere maggiormente le fasce di pubblico più giovani ma guarda anche alla multiculturalità del territorio genovese, in particolare alla comunità ecuadoriana. Tra le tante idee in fase di studio anche quella di inaugurare il 12 ottobre la stagione in occasione del Columbus Day. «A New York e in molte città latino-americane è una festa di importanza capitale, quale giornata migliore per l’apertura della stagione del Teatro di Genova?».

Si intensificherà la collaborazione con il Museo dell’Attore, che funzionerà come una sorta di comitato scientifico per il Teatro. La Scuola di Recitazione del Teatro di Genova, da sempre elemento fondamentale della storia del Teatro e riconosciuta come la migliore accademia del nostro Paese, sarà ulteriormente valorizzata; a livello didattico verrà posta maggiore attenzione agli aspetti musicali della recitazione e alla vocalità, cosicché possa formare professionisti sempre più preparati.

Verrà istituito il Premio Teatrale Ivo Chiesa per celebrarne il centenario della nascita; il Premio sarà consegnato ogni anno nel giorno dell’anniversario, il 22 dicembre, con una grande serata di gala nel Teatro a lui dedicato (e che da quel momento in poi si chiamerà semplicemente Teatro Ivo Chiesa, anziché Teatro della Corte Ivo Chiesa).

Pronto a infondere nel Teatro Nazionale di Genova nuova linfa, Davide Livermore esprime la sua riconoscenza per l’opportunità offertagli: «Ringrazio i Soci e il Consiglio di Amministrazione del Teatro, in particolare Alessandro Giglio, e Angelo Pastore per l’importante lavoro svolto nel corso del suo mandato e la preziosa collaborazione di questi giorni».

E rispetto alla cronica difficoltà a reperire finanziamenti per il teatro in Italia afferma: «Siamo stati danneggiati per anni da affermazioni false come “con la cultura non si mangia”, quando gli studi economici dimostrano che ogni euro investito in cultura può valere in media cinque volte tanto. Come Direttore di questo teatro, da sempre uno dei più importanti in Italia, vorrei pungolare la politica, perché possa avere maggiore consapevolezza dell’importanza del nostro lavoro. È giusto chiedere risorse per la bellezza, il teatro migliora la qualità della vita delle persone».

Ultima revisione articolo: