Dibattito sulla sanità in Consiglio regionale (1)

Il Palazzo di Regione Liguria in Piazza De Ferrari a Genova

Savona / Genova | Seduta straordinaria monotematica sulla sanità oggi in Consiglio regionale. Il presidente del Consiglio regionale Alessandro Piana ha aperto il dibattito annunciando che la conferenza dei capigruppo aveva deciso di permettere ad una delegazione di operatori della sanità, medici, infermieri e operatori sociosanitari, di intervenire in aula. Giovanni Lunardon (Pd) ha illustrato le motivazioni che hanno spinto i gruppi di minoranza a chiedere la seduta monotematica sulla sanità in Liguria. «Sono passati 4 anni e mezzo e le scelte fatte dalla giunta sono fallite. La giunta, dunque, deve assumersi le proprie responsabilità. Il piano sociosanitario che era stato presentato 4 anni fa non esiste ed è evidente il suo fallimento». Lunardon ha sottolineato la progressiva carenza di personale, la crescita delle liste di attesa e aggiunto: «Dopo 4 anni è mezzo siamo all’annullamento della gara per costruire il nuovo ospedale del Felettino e anche su Erzelli siamo punto a capo, mentre anche il grande ospedale dell’imperiese non è mai nato. Il progetto della casa della salute in Valpolcevera – ha aggiunto – e ancora fermo alla gara per lo studio di fattibilità». Secondo il consigliere «occorre riaprire una discussione che coinvolga Consiglio e sindacati per fare un passo in avanti tutti insieme».

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Alice Salvatore (Mov5Stelle) è intervenuta per chiedere di procedere, come aveva già annunciato il presidente Piana, con l’ascolto degli operatori della sanità, presenti in auIa.

I numerosi rappresentanti sindacali e di lavoratori che hanno preso la parola hanno segnalato alcune criticità:la mancanza di comunicazione e di dialogo, in particolare con Alisa, la necessità di una minore burocrazia e di una riorganizzazione dell’amministrazione e di un utilizzo più efficiente delle apparecchiature. Altri temi sollevati riguarda la recente chiusura del cantiere del nuovo ospedale Felettino della Spezia, avviato anni fa e sospeso per la rescissione del contratto della Regione con l’impresa costruttrice, e le cattive condizioni dell’ospedale Sant’Andrea. Buona parte degli interventi ha riguardato la situazione dei 150 operatori sociosanitari della Coop Service impiegati nella Asl5 che rischiano il posto di lavoro, se verrà effettuato il concorso.

Altro tema segnalato è il potenziamento di posti letto nell’ospedale di Cairo, in Val Bormida. La carenza di medici in tutta la rete e, in particolare, nei reparti di specialità è stato uno dei problemi sollevati legato anche alla difficoltà dei giovani medici di poter accedere, dopo la laurea, ai corsi di specializzazione. Nella Asl4, inoltre, è stata denunciata la mancata attuazione del Piani sanitario aziendale. Altro tema sollevato è la carenza di servizi e di accessibilità agli stessi per i disabili e, in particolare, i non vedenti, ed è stata sottolineata la necessità di potenziare la rete ambulatoriale sul territorio. Alcuni operatori , infine, hanno chiesto che la politica socio sanitaria tenga conto maggiormente delle esigenze dei malati cronici e degli anziani, in forte incremento in Liguria. Forti critiche sono state espresse sulla privatizzazione di alcuni servizi.

Dopo gli interventi della delegazione di operatori della sanità è ripreso il dibattito.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha denunciato alcune criticità del sistema sanitario ligure:«La carenza di organico è ormai strutturale, ma le risposte della giunta sono stati solo alcuni tentativi maldestri di privatizzare gli ospedali pubblici». Il consigliere ha definito ALiSa «l’ennesimo, inutile carrozzone». Rispetto alla programmazione sanitaria «non è stata accolta l’idea di un vero confronto – ha aggiunto – con la cittadinanza». Secondo Salvatore la giunta avrebbe dimostrato una «forte incapacità amministrativa e, così, ci troviamo la Val Bormida senza un ospedale e un pronto soccorso proprio a causa di questo tentativo di privatizzazione». «Occorre investire nel personale e non sprecare denaro – ha detto – in questi progetti di privatizzazione. Con i nostri emendamenti e nostri ordini del giorno presenteremo quella che è, invece, la nostra idea di sanità pubblica».

Gianni Pastorino (Linea Condivisa), rispetto al caso dei lavoratori di Coopservice della asl5 ha detto: «non possiamo perdere queste risorse». Sulla gestione più complessiva della sanità in Liguria il consigliere ha aggiunto: «Dagli interventi di oggi in aula emerge un quadro sconfortante, il mondo reale è quello di chi aspetta mesi per un esame» e ha elencato nel dettaglio alcune delle liste di attesa. Pastorino ha ribadito «la supremazia della qualità del sistema pubblico rispetto a quella del privato» e, secondo il consigliere, «la giunta non ha fatto nessuna vera operazione sulla governance sanitaria per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie, per operare risparmi e migliorare le condizioni di lavoro degli operatori». Pastorino ha rilevato, infine, che buona parte delle promesse dell’assessore alla sanità non sarebbero state realizzate e ha citato, fra gli altri, il calo della mobilità passiva, gli investimenti sul personale e l’acquisto di nuove apparecchiature.

Juri Michelucci (Italia Viva) ha dichiarato: «Dopo avere ascoltato gli interventi di oggi in aula si può dire che è caduto il mito relativo alle colpe che erano semptre a carico di quello che è venuto prima, perché, in realtà, oggi manca una vera programmazione sanitaria e il libro bianco è rimasto bianco». Secondo Michelucci il servizio sanitario ligure «si regge solo grazie a tutti gli operatori che stanno garantendo l’efficienza dei servizi, nonostante le scelte della giunta». Il consigliere ha aggiunto: «In questi ultimi quattro anni il fabbisogno di personale è cresciuto dell’80%, a cui si rischiano di aggiungere anche gli operatori sociosanitari della Asl5». Michelucci ha annunciato la presentazione, rispetto a questo caso specifico, di un ordine del giorno di cui ha auspicato l’approvazione in aula. «A pochi mesi dalle elezioni – ha concluso – la giunta ha fallito la sua missione sul tema della sanità e lo hanno ripetuto oggi in aula tutti gli operatori del settore».

Sergio Rossetti (Pd) ha dichiarato: «Oggi siamo qui a valutare, dopo 4 anni e mezzo, quali sono i risultati sulla sanità, a fronte di una serie di promesse che erano state fatte dalla giunta. Il dato vero è che sia sui dati organizzativi e economici sia sugli aspetti specifici delle persone che hanno bisogno del nostro sistema – ha aggiunto – la situazione in questo 4 anni è di fatto peggiorata». Il consigliere ha aggiunto: «La giunta voleva azzerare il disavanzo ma utilizzare la voce del personale come un costo da ridurre, a fronte semmai di una necessaria riorganizzazione dei presidi, ha determinato carenze nei servizi e l’aumento delle fughe. Così, grazie alle fughe sanitarie fuori regione che costano il doppio, scopriamo che il disavanzo non è stato azzerato mentre è stato messo in difficoltà il personale e, contemporaneamente, non abbiamo migliorato i servizi». Forti critiche sono state espresse sul percorso di privatizzazione dei tre ospedali del ponente.

Francesco Battistini (Linea Condivisa) è intervenuto sul futuro dei 150 operatori della CoopService della asl5 e ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno, presentato insieme a Michelucci (Italia Viva) e condiviso questa mattina da alcuni consiglieri di maggioranza, per dare una risposta ai lavoratori. Battistini ha poi criticato la rescissione del contratto da parte della Regione con l’impresa che gestisce la realizzazione del nuovo Felettino e ha chiesto quale sarà il futuro dell’ospedale Sant’Andrea. «Questo sarà in nodo da risolvere – ha specificato – e la giunta deve fare un cronoprogramma preciso per dire cosa intende fare del nuovo ospedale della Spezia, perché il vecchio Sant’Andrea ormai cade a pezzi, e la giunta non ha ancora chiarito cosa intende fare anche del San Bartolomeo di Sarzana, che manca ancora di una vocazione».

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha dichiarato: «Questi temi sono stati ripetuti dai rappresentanti dei lavoratori nel tempo e quindi vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Tutte le obiezioni – ha aggiunto – che avevamo sottolineato nella nostra relazione di minoranza sul piano socio sanitario si è rivelato vero, come la prevista riduzione dei costi legati al personale». Secondo il consigliere il progetto di privatizzazione dei tre ospedali del ponente, non ha previsto un piano alternativo in caso di fallimento del primo percorso: «Nulla di quello che era stato proposto su questo tema come cavallo di battaglia – ha detto – ha trovato compimento». Melis ha, infine, illustrato nel dettaglio i tempi delle liste di attesa che favoriscono le strutture private. «Tutti i temi fondanti di come dovrebbe funzionare il sistema sanitario regionale – ha concluso – non hanno trovato una risposta».

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