Su La Testa 2019: gran finale

di Alfredo Sgarlato – Terza giornata ad Albenga per Su La Testa 2019, con l’anteprima pomeridiana a Palazzo Scotto Niccolari in cui, intervallate con le canzoni impegnate di Monica P, ci sono le presentazioni del romanzo “Il percorso contrario” di Renato Olpher Rossi, con letture di Maurizio Cardillo, e del regista loanese Giorgio Molteni, insignito della Targa Pisani, conferita ogni anno a un autore di Albenga e dintorni che ha compiuto una valida carriera nazionale e non solo: Molteni, oltre che direttore di serie tv tra i più richiesti, ha diretto film girati in Liguria, molto apprezzati anche nei festival internazionali, tra cui “Aurelia“, “Terrarossa“, “Oggetti smarriti“.

Alberto Bertoli
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La serata musicale si apre con Alberto Bertoli, che presenta le proprie canzoni, che uniscono il senso italiano della melodia con la grinta del rock americano: una via padana al west potremmo dire. Ottima e affiatata la band che lo accompagna. Nel finale è inevitabile che Alberto renda omaggio al padre Pierangelo, un autore le cui canzoni risentite oggi hanno una potenza incredibile, un vero profeta inascoltato. La miscela di rock e canzone d’autore scalda il pubblico che chiede a gran voce il bis.

Giulia Mei

Secondo set con Giulia Mei, cantautrice palermitana al primo disco, voce (bella) e pianoforte. I testi raccontano la vita di una ragazza di oggi, alternando romanticismo e ironia. Canta anche una canzone nel dialetto della sua citta, mettendo in guardia dalla presenza di alcune frasi intraducibili: io, che le sentivo dire a mia nonna le capivo, mi chiedevo quanti sapessero farlo, e pensavo a come io stesso, se avessi dovuto tradurle, sarei stato un po’ in difficoltà.

Giorgio Molteni e Davide Aicardi

Dopo la consegna a Giorgio Molteni della targa in memoria dell’indimenticabile gestore del cinema Ambra Renzo Pisani, è il momento di Giacomo Toni e 900 Band. Sax e trombone attaccano riff ossessivi, quasi un free jazz alla Albert Ayler. Poi arriva Toni e si mette al piano (dire siede è sbagliato, si agita in continuazione) e sciorina le sue filastrocche surreali, futuriste e politicamente scorettissime, vedi “Codone lo sbirro“. I ritmi sono martellanti, ma c’anche un momento romantico, i musicisti del gruppo sono straordinari, a cominciare dal bassista mio omonimo e poi i fiatisti, grandi sia quanto sostengono i brani come normalmente fanno le chitarre, sia nei solo. Dalle sue parti Giacomo Toni lo chiamano “il Genio”: e lo è, e il fatto che sia pochissimo conosciuto e premiato la dice lunga sullo stato del paese in cui viviamo. Punk jazz potremmo definire la sua musica: una mezz’ora di pura dinamite sonora.

Non era facile finire la serata dopo un’esibizione simile, ma il canadese Bocephus King ci riesce, grazie anche a un’ottima band con solisti del calibro di Mario Arcari ai fiati, Raffaele Kohler alla tromba e Kid Gariazzo alla chitarra. Alterna un tipico folk rock americano, anche con testi che si rifanno all’immaginario cinematografico, da John Huston a Sam Peckinpah, a cover in inglese di classici della canzone italiana: sentire “Via con me” o “Crêuza de mä” cantate in un’altra lingua inizialmente fa strano, ma poi diverte. Anche con loro gran coinvolgimento del pubblico e richieste di bis. I musicisti animeranno il dopofestival con un’infuocata jam session, con l’aggiunta della bella voce di Daisy Zanin.

Una bella edizione questa quattordicesima di Su La Testa, con alcuni picchi altissimi e qualita generale valida, i molti spettatori presenti al Teatro Ambra nelle tre serate si sono senz’altro divertiti. Un plauso all’Associazione Zoo, con l’impeccabile ausilio del fonico Alessandro Mazzitelli, che continua la lotta per la sopravvivenza della musica e delle idee. Appuntamento oggi pomeriggio alle 17,30 a Palazzo Scotto Niccolari per i saluti finali con l’esibizione di Roberta Carrieri.

*Foto cortesia dello Studio Rossello

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