Su La Testa 2019, seconda serata: divertimento ed emozioni

di Alfredo Sgarlato – Seconda giornata per Su La Testa 2019, con l’anteprima pomeridiana a Palazzo Scotto Niccolari, con la mostra dell’artista figurativo genovese Melkio, presentata da Francesca Bogliolo, le poetiche canzoni di Ginez e i trascinanti monologhi di Giorgio Olmoti. La serata si apre con uno storico personaggio della musica locale: Mr. Puma. Cantante, attore, performer, recentemente si è dedicato soprattutto all’interpretazione di materiale altrui, vedi i reading dedicati alla beat generation. Ieri sera ha presentato alcuni suoi scritti recenti, accompagnato dalle ipnotiche strutture musicali, tra kraut rock e dubstep, create da Ivano Vigo alla chitarra e The Atheist all’elettronica. Canta anche un suo vecchio brano, “L’uomo delle pulizie“, un trascinante reggae, e omaggia doppiamente la canzone d’autore ligure interpretando “Amico fragile“. Grande personaggio anche fuori dal palco, padrone della scena, accompagnato da due musicisti raffinati, Mr. Puma ci ha donato una mezz’ora di grande intensità.

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Secondo set con Giancane, da Roma. Autore di brani irriverenti, demenziali, quindi non stupidi, accompagnato da un gruppo di pazzi scatenati che lo asseconda con gag continue, diverte e si diverte sul palco. Ottima “Limone“, che ci parla del lato peggiore di quegli anni ’80 oggi oggetto di perpetuo revival. La musica è proprio rock’n’roll, e ci piace, ma lo spirito è punk, e ci piace ancora di più. A sopresa il gruppo esegue una cover di “Dragostea din tei“, orribile hit di qualche anno fa, a mostrare come la comicità sia spesso questione di contesto più che di contenuto.

Segue Ivan Talarico, altro artista ai confini tra canzone d’autore, performance e cabaret. Testi raffinati, basati su continui giochi di parole, tra esistenzialismo e quotidianità, soprattutto sull’investigazione di quel grande mistero che è l’amore. Personaggio interessante, con grande capacità di scrittura e buona presenza scenica, ma devo dire che quando i testi prevalgono troppo sulla musica non mi sento coinvolto.

Gran finale di serata con Awa Ly. Cantante e attrice, originaria del Senegal, nata e cresciuta a Parigi, romana di adozione, bellissima, incanta fin dal suo apparire sul palco. La musica è una riuscita miscela di jazz, world music e reggae, lei ha una tecnica vocale notevole, e i tre accompagnatori, chitarra contrabbasso e batteria, sono musicisti straordinari, soprattutto il batterista, un vero fuoriclasse. Suonano con la semplicità apparente che hanno i veri talenti; contrabbasso e batteria, suonata molto più sui tamburi che sui piatti, tengono ritmi ossessivi, africani, mentre la chitarra ricama elegantemente seguendo la lezione del blues (che è sempre la base di tutto). Le canzoni sono in inglese, wolof e italiano, e Awa dialoga col pubblico raccontando come lei sia nata dalla parte giusta del mondo, per cui può viaggiare senza problemi, mentre chi è nato dall’altre parte, anche in una città come Dakar, non ha le stesse possibilità, e di come tragedie come il naufragio a Lampedusa l’abbiano ispirata. Un momento di grande musica, davvero coinvolgente, ma tutta la serata ha soddisfatto il pubblico, variando i generi e le emozioni.

Oggi si chiude con Giulia Mei, Giacomo Toni, Alberto Bertoli e Bocephus King; antipasto pomeridiano a Palazzo Scotto Niccolari con la presentazione del libro “Il percorso contrario” di Renato Olpher Rossi e la consegna della Targa Pisani a Giorgio Molteni.

*Foto cortesia di Studio Rossello

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