Legge Garante dei detenuti, in Liguria continua l’ostruzionismo della Lega

Consigliere Piana (Lega): “semmai occorre istituire quello delle vittime di reato”

Alessandro Piana in Regione Liguria

Genova | Su venti regioni, in Italia ne sono rimaste solo due a non avere ancora provveduto a una legge relativa alla figura istituzionale del Garante dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale: la Basilicata e la Liguria. L’ostruzionismo della Lega ha finora messo in scacco il Consiglio regionale che continua ad essere inadempiente, come è stato oggi ripetuto nella conferenza stampa “Imprigionate le Garanzie” convocata dalla Conferenza Regionale Volontariato Giustizia in Liguria. La proposta di legge presentata in Liguria nel 2016 anche se è “stata firmata da una parte della maggioranza, purtroppo si è dovuta scontrare con l’atteggiamento di chiusura della Lega”, ha ricordato il consigliere regionale Gianni Pastorino (Linea condivisa), “col risultato, paradossale, che la PdL sia stata approvata in commissione in tutti i suoi articoli, salvo la misura finanziaria; di fatto quella che autorizza l’approvazione del provvedimento”.

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Il Consiglio regionale ligure, in poche parole, se vorrà davvero approvare la legge dovrà in qualche modo bypassare lo sbarramento ostruzionista perché la Lega non pare proprio abbia alcuna intenzione di smontare le barricate ideologiche, peraltro notoriamente funzionali alla sua tradizionale linea di propaganda. E appunto su questo è tornato oggi il consigliere regionale Alessandro Piana (Lega) replicando alla sinistra in Regione Liguria “che insiste nella richiesta di approvare una proposta di legge per creare l’ennesimo soggetto giuridico-istituzionale che tutela chi commette reati anziché, come dovrebbe normalmente essere, chi li subisce”.

“Altro che Garante regionale dei detenuti. Semmai prima occorre istituire quello delle vittime di reato” sostiene il consigliere della Lega: “Ricordo – afferma Piana – che quando facevo parte della competente Commissione regionale, avevo espresso più di una perplessità e quindi il mio diniego alla proposta di legge dell’opposizione. Perché, fermo restando che le leggi tutelano già i detenuti, oltre a questa nuova poltrona si sommerebbero a carico della collettività anche i costi per la nuova struttura”.

A suo parere “potrebbe pure complicarsi la già non facile gestione dei detenuti, non per colpa dei lavoratori della Polizia penitenziaria, ma per norme che spesso non tutelano, né garantiscono i diritti degli agenti. Infatti, durante le visite che ho fatto in questi anni nelle carceri liguri è emersa, da parte dei dipendenti del ministero di Grazia e Giustizia, principalmente questa preoccupazione. Mentre ai detenuti delle carceri italiane sono assicurate e garantite, giustamente, le tutele previste in ogni democrazia, a cominciare dai diritti relativi alla loro integrità fisica, psichica, morale e culturale, agli agenti spesso non vengono nemmeno riconosciuti, tra le altre cose, i turni di riposo, indennità per gli straordinari, equipaggiamenti idonei e visite psicologiche di sostegno”. “Come Lega – conclude Piana – stiamo quindi lavorando per istituire la figura, non retribuita, del Garante delle vittime di reato con una proposta di legge depositata in Regione Liguria”. (effe)

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