Appalti pulizia scuole, presidi e mobilitazioni

I sindacati dal 19 al 22 novembre hanno indetto la mobilitazione, organizzata a livello territoriale, con presidi e mobilitazioni in tutta Italia

Lavandini in una scuola

Savona / Roma| Ad un mese e mezzo dall’avvio dell’internalizzazione del servizio di pulizia e decoro scolastico, previsto dal 1° gennaio 2020, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltrasporti accendono nuovamente i riflettori sulla vertenza dei 16mila ex lsu e appalti storici che rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale.

RobertoMichels

Le tre sigle dal 19 al 22 novembre hanno indetto la mobilitazione, organizzata a livello territoriale, con presidi e mobilitazioni in tutta Italia. Martedì 19 novembre alle ore 12.00 presso la sede Cgil Nazionale in Corso D’Italia 25 a Roma, i sindacati hanno organizzato una conferenza stampa che registrerà la partecipazione di una rappresentanza di lavoratori che racconterà le difficoltà di questa fase.  

A fronte di 16mila addetti ex Lsu e Appalti Storici attualmente impiegati nel servizio, il Decreto Ministeriale, non ancora pubblicato, dovrebbe portare alla stabilizzazione di circa 11mila addetti, ma anche al licenziamento di oltre 5mila lavoratrici e lavoratori. “Il risparmio vantato di 170 milioni comporterebbe il taglio di posti lavoro e reddito”: per i sindacati “il processo di internalizzazione deve essere realizzato nei tempi previsti. In ogni caso, sin da subito, è necessario attivare un tavolo di confronto con il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio e degli altri ministeri interessati finalizzato ad individuare una soluzione per la continuità occupazionale di tutti i suddetti lavoratori coinvolti a partire dalla possibilità di utilizzare i 170milioni attualmente stanziati nel progetto Scuole Belle.

I sindacati ritengono fondamentale detto intervento per trovare soluzioni idonee a dare continuità al servizio scuole e ad assicurare la tutela dell’occupazione e del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, perché nessuno deve rimanere escluso”.

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