Anche Alassio dice addio al Prof. Giovanni Bogliolo

Si è spento a 81 anni, sui libri che tanto amava il prof. Giovanni Bogliolo,  laiguegliese ex rettore dell'Università di Urbino, da 25 anni anima del Premio Alassio Cento Libri

Giovanni Bogliolo

Alassio / Laigueglia | Si è spento a 81 anni, sui libri che tanto amava il prof. Giovanni Bogliolo,  ex rettore dell’Università di Urbino. Laiguegliese di origine si trasferì nel ’68 a Urbino come docente di lingua e letteratura francese, conservando nel cuore la sua Liguria. “Apprendiamo con sgomento e profonda tristezza della scomparsa del caro Professor Giovanni Bogliolo – sono infatti le prime parole della consigliera alla Cultura del Comune di Alassio Paola Cassarino  – La Città di Alassio tutta si stringe alla sua famiglia in questo momento di dolore.” 

Il legame tra Alassio e Giovanni Bogliolo è lungo e ha segnato tappe importanti per il cammino culturale della città. “Da oltre 25 anni il suo personale contributo, in particolare all’interno del Premio Un Autore per l’Europa di cui è stato per vent’anni Presidente, è stato fondamentale per il mondo culturale del nostro territorio – spiega Cassarino – Ha portato nella nostra piccola realtà, la sua grandissima esperienza di uomo di lettere, traduttore, studioso e saggista di livello internazionale.” 

A partire dal 1995, data di istituzione del Premio alassino, Giovanni Bogliolo ne è stato il Presidente determinando sempre un alto livello qualitativo delle proposte letterarie ad esso connesse.  Lasciata la carica alcuni anni fa per suo espresso desiderio, non ha fatto mai venir meno il suo prezioso contributo restando attivo come membro della giuria, manifestando ancora una volta un amore sconfinato per la cultura, la letteratura e il sostenimento convinto dell’istruzione per i suoi effetti benefici. 

“Ho conosciuto, con Giovanni Bogliolo, – l’accorata conclusione di Cassarino – un uomo semplice e grande al tempo stesso che non faceva pesare il suo grande valore letterario; con lui ho piacevolmente conversato a lungo al telefono scambiandoci idee sul nostro Premio e sul valore della cultura nel nostro tempo. Ci mancherà, tanto”.

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