Turchia-Siria, MFE: “In guerra la verità è la prima vittima”

“La verità è che questa Unione europea non ha le istituzioni, gli strumenti, le risorse politiche e militari per gestire le crisi ai suoi confini e per avere una voce ed un ruolo nei consessi internazionali”

Scenari di guerra e distruzione

Savona / Pavia | “La verità è che questa Unione europea non ha le istituzioni, gli strumenti, le risorse politiche e militari per gestire le crisi ai suoi confini e per avere una voce ed un ruolo nei consessi internazionali” afferma la segreteria del Movimento federalista europeo (MFE) che nei prossimi giorni, dal 18 al 20 ottobre, terrà a Bologna il suo XXIX Congresso.

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Nel leggere le conclusioni del Consiglio europeo sull’attacco turco nel Nord – Est della Siria, si legge in una nota del MFE, «viene spontaneo pensare all’amara sentenza di Eschilo: “In guerra la verità è la prima vittima.” Dopo aver condannato l’azione militare turca, sostenuto l’integrità territoriale della Siria, paventato la rinascita di Da’esh, riconosciuto la Turchia come “partner chiave” ed “importante attore” nella crisi siriana, fatto appello al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ricordato la decisione di alcuni Stati membri di sospendere immediatamente la fornitura di armi alla Turchia, che cosa decide l’ineffabile Consiglio europeo? Di istituire un gruppo di lavoro per coordinare e rivedere le posizioni degli Stati membri su quest’ultima materia, visto che neanche su questo punto si è trovato uno straccio di accordo. Segue l’immancabile promessa di fornire aiuti umanitari per gestire la crisi dei rifugiati. Qualche milione di euro per sgravare la coscienza dalla colpa di aver abbandonato i poveri curdi al loro destino. Sotto il ricatto turco di scaricare sull’Europa masse di profughi e diseredati.»

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«La verità ´ prosegue il Movimento federalista – è che questa Unione europea non ha le istituzioni, gli strumenti, le risorse politiche e militari per gestire le crisi ai suoi confini e per avere una voce ed un ruolo nei consessi internazionali. Erdogan lo sa benissimo e per questo può dichiarare impunemente che proseguirà per la sua strada. In passato erano gli Stati Uniti ad esercitare il ruolo di gendarme del mondo per conto dell’Occidente. Con il progressivo ritiro americano, reso più veloce ed imprevedibile dalle mosse dell’attuale inquilino della Casa Bianca, l’Europa si è trovata scaraventata nell’agone mondiale senza una rete di protezione, in balia degli eventi. Così nei Balcani, nelle aree al confine con la Russia, in Medio Oriente, in Africa».

«Scampato il pericolo di una vittoria dei nazionalisti nelle recenti elezioni europee, l’Unione ha ora l’opportunità con la Conferenza sul futuro dell’Europa di mettere mano ad una profonda revisione dei suoi assetti istituzionali. Dev’essere però chiaro fin da ora che nel campo della politica estera e della sicurezza, come in tutti quelli che toccano l’essenza della sovranità, non basta certo un semplice maquillage degli attuali Trattati. È necessaria una rifondazione che renda davvero l’Europa sovrana, democratica, federale, come recita lo slogan del XXIX Congresso del Movimento Federalista Europeo, che si terrà a Bologna dal 18 al 20 ottobre.» (effe)

Consiglio europeo: le conclusioni adottate per Nord-est della Siria

  • 1.Il Consiglio rammenta la dichiarazione dell’alto rappresentante a nome dell’Unione europea, del 9 ottobre 2019, ed esorta nuovamente la Turchia a cessare la sua azione militare unilaterale nel nord-est della Siria e a ritirare le sue forze.
  • 2.L’UE condanna l’azione militare della Turchia che compromette seriamente la stabilità e la sicurezza dell’intera regione, aumentando le sofferenze dei civili, provocando ulteriori sfollamenti e ostacolando fortemente l’accesso all’assistenza umanitaria. Così facendo, rende di gran lunga più difficili le prospettive del processo politico guidato dalle Nazioni Unite per raggiungere la pace in Siria. Minaccia inoltre notevolmente i progressi compiuti sinora dalla coalizione internazionale per combattere il Daesh, evidenziando come il Daesh resti una minaccia per la sicurezza europea nonché per la sicurezza della Turchia, regionale e internazionale.
  • L’Unione europea mantiene il suo impegno a favore dell’unità, della sovranità e dell’integrità territoriale dello Stato siriano. Queste possono essere garantite solo attraverso un’autentica transizione politica, in linea con la risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il comunicato di Ginevra del 2012, negoziata dalle parti siriane nel quadro del processo di Ginevra a guida ONU.
  • 3.La Turchia è un partner fondamentale dell’Unione europea e un attore di cruciale importanza nella crisi siriana e nella regione. Le preoccupazioni della Turchia in materia di sicurezza nel nord-est della Siria dovrebbero essere affrontate con mezzi politici e diplomatici, non con azioni militari, e conformemente al diritto internazionale umanitario.
  • 4.I costanti sforzi della comunità internazionale, anche in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU, volti ad arrestare questa azione militare unilaterale sono quanto mai necessari. Il Consiglio chiede una riunione ministeriale della coalizione internazionale per combattere il Daesh al fine di valutare come proseguire gli sforzi della coalizione nel contesto attuale.
  • 5.A tale riguardo, e tenuto conto del perdurare dell’azione militare della Turchia e delle sue drammatiche conseguenze, l’UE rammenta la decisione presa da alcuni Stati membri di bloccare immediatamente il rilascio delle licenze di esportazione di armi alla Turchia. Gli Stati membri si impegnano in ferme posizioni nazionali in merito alla loro politica di esportazione di armi alla Turchia, sulla scorta delle disposizioni della posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, compresa la rigorosa applicazione del criterio 4 sulla stabilità regionale. Il pertinente gruppo di lavoro del Consiglio si riunirà nel corso della settimana per coordinare ed esaminare le posizioni degli Stati membri in materia.
  • 6.L’UE ricorda che non fornirà assistenza alla stabilizzazione o allo sviluppo in settori in cui i diritti delle popolazioni locali sono ignorati o violati. L’UE rimane impegnata a proseguire i suoi sforzi volti ad affrontare in maniera efficace la grave crisi umanitaria e dei rifugiati in funzione del mutare delle necessità.

IN BREVE | Intervenendo sulle conclusioni del Consiglio europeo in merito all’attacco turco nel Nord – Est della Siria, “La verità è che questa Unione europea non ha le istituzioni, gli strumenti, le risorse politiche e militari per gestire le crisi ai suoi confini e per avere una voce ed un ruolo nei consessi internazionali” afferma la segreteria del Movimento federalista europeo (MFE). È necessaria per l’Europa “una profonda revisione dei suoi assetti istituzionali” sostiene il MFE che nei prossimi giorni, dal 18 al 20 ottobre, terrà a Bologna il suo XXIX Congresso.


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