Bocciato OdG per contrastare l’hate speech e violenza in rete

Savona / Genova | Non c’è stato accordo sul documento presentato oggi in Consiglio regionale che avrebbe dovuto dettare alcune linee di contrasto all’hate speech (incitamento all’odio) e alla violenza in rete sui social network. Eccessivamente restrittive e tendenziose le premesse, ha sostenuto la maggioranza ritenendo l’OdG troppo strumentale e polemico perché incardinato sul solo caso del sindaco di Pontinvrea Camiciottoli.

Il Consiglio regionale ha quindi respinto con 15 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 9 favorevoli (Pd, Mov5Stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) l’ordine del giorno 613, presentato da Luca Garibaldi (Pd) e sottoscritto dai colleghi di gruppo Giovanni Lunardon, Valter Ferrando, Sergio Rossetti e da Francesco Battistini e Gianni Pastorino di Rete a Sinistra &liberaMENTE Liguria, che avrebbe impegnato la giunta a stigmatizzare ogni minimizzazione degli episodi di violenza verbale e di condotte lesive della dignità della persona, in particolare da parte di esponenti istituzionali; ad esprimere vicinanza e sostegno alle iniziative sul contrasto alla violenza in rete e all’hate speech (incitamento all’odio, ndr) in Liguria.

Nel documento si ricorda appunto che il sindaco di Pontinvrea Camiciottoli, nel 2017 propose, attraverso facebook, di fare scontare gli arresti domiciliari ai responsabili degli stupri avvenuti allora a Rimini, a casa dell’allora presidente della Camera Boldrini e la successiva condanna del Tribunale di Savona e che fu in seguito condannato dal tribunale.

Il dibattito in aula

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha rilevato che l’argomento deve riguardare tutti i casi di minacce e insulti, a prescindere dall’orientamento politico di chi li pronuncia e di chi ne è la vittima, e ha chiesto, dunque, di riformulare l’ordine del giorno là dove citava un caso specifico. Vittorio Mazza (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribadito che l’impegnativa deve essere trasversale e non rappresentare solo un ambito politico. Andrea Melis (Mov5Stelle) ha definito corretto tutto il contenuto dell’ordine del giorno e ha annunciato voto favorevole, ma ha chiesto di integrarlo proponendo un intervento specifico a livello scolastico per prevenire la violenza in rete. Mauro Righello (Pd) ha chiesto di sottoscrivere l’ordine del giorno e ha ricordato che il sindaco di Pontinvrea fu condannato dal tribunale per le dichiarazioni assunte nei confronti dell’allora presidente della Camera. Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha replicato ai consiglieri di maggioranza specificando che l’impegnativa finale del documento è di carattere generale e, quindi, è trasversale perché si rivolge a tutte le forze politiche.

Augusto Sartori (FdI) ha condiviso le obiezioni del consigliere Senarega. Francesco Battistini (Rete a sinistra&liberaMENTe Liguria) ha ribadito che l’impegnativa è di carattere generale e ha confermato il proprio voto favorevole. Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha condiviso gli obbiettivi del documento e anche l’impegnativa e ha rilevato la necessità di avviare una azione di prevenzione contro la violenza in rete nella scuola. Giovanni Lunardon (Pd) ha dichiarato che il senso dell’ordine del giorno è importante e condivisibile e ha sottolineato che nel dibattito politico attuale la violenza verbale è molto diffusa. Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTe Liguria) ha richiamato la politica ad un comportamento adeguato al ruolo e ha ribadito il voto favorevole al testo presentato.

L’assessore Ilaria Cavo, assessore alla comunicazione istituzionale ha condiviso il senso dell’ordine del giorno e si è dichiarata disponibile ad interventi sul tema nelle scuole. Cavo ha ricordato le iniziative già avviate dalla giunta sull’uso responsabile dei social neetwork fra i giovani. Nel merito dell’ordine del giorno l’assessore ha sottolineato che la condanna deve essere contro ogni incitamento all’odio e, per questo, ha chiesto di modificare la premessa in quanto fa riferimento ad un caso specifico. L’assessore alla sanità e vicepresidente della giunta Sonia Viale ha ricordato altri casi di violenza anche verbale contro le donne nell’immediato secondo dopoguerra e ha invitato i proponenti a evitare strumentalizzazioni politiche legate ad un singolo caso. Paolo Ardenti (Lega Nord Liguria Salvini) ha ribadito la necessità di togliere il riferimento al caso del sindaco di Pontinvrea inserito nella premessa per rendere il documento trasversale. Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha dichiarato che la stesura originale del documento è un atto di ipocrisia e ha invitato a modificarlo per permetterne l’approvazione e non perdere, così, un’occasione per combattere la violenza di genere.

Claudio Muzio (FI) è intervenuto nel dibattito sottolineando la necessità di approvare un documento su un tema così importante e ha condiviso la richiesta dell’assessore Cavo ai proponenti di rivedere le premesse. Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria) ha ricordato che tutti gli esponenti politici subiscono spesso attacchi personali non giustificati e ha chiesto di rimuovere dal documento ogni riferimento a casi particolari. Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha chiesto di sospendere la seduta per conoscere nel dettaglio le proposte di modifica avanzate dalla giunta. Luca Garibaldi (Pd) ha respinto la proposta. Il presidente della giunta Giovanni Toti, dopo aver sottolineato che il dispositivo dell’ordine del giorno, non può che essere condiviso, ha proposto il rinvio in commissione del documento per modificare le premesse in quanto il testo si presta – ha detto – a interpretazioni strumentali e non compie, dunque, un’azione di verità. Garibaldi ha respinto la proposta del presidente e il documento è stato messo in votazione, ricevendo la bocciatura.


IN BREVE | Contrasto alla violenza in rete e all’hate speech (incitamento all’odio), il Consiglio regionale ha oggi respinto con 15 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 9 favorevoli (Pd, Mov5Stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) l’ordine del giorno. Non c’è stato accordo sul documento; eccessivamente restrittive e tendenziose le premesse, ha sostenuto la maggioranza ritenendo l’OdG troppo strumentale e polemico perché incardinato sul solo caso del sindaco di Pontinvrea Camiciottoli.


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