Istat, in lieve crescita occupazione in Liguria

Secondo l'assessore regionale al Lavoro Gianni Berrino "sono numeri incoraggianti, che segnalano una crescita modesta ma in fase con il resto d'Italia e del Nord Ovest e spingono a un lavoro ancora più intenso e mirato sulle fasce più a rischio”

donna al tavolo di lavoro

Savona / Genova |

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L’occupazione in Liguria nel secondo trimestre del 2019 aumenta. Un aumento contenuto, dello 0,2%, ma che segnala una tendenza condivisa peraltro con il nord ovest (+0,3%) e il resto dell’Italia (+0,5%), dove la crescita è leggermente superiore ma sempre nettamente al di sotto dell”1%. Sale anche il tasso di occupazione: dal 63% del primo trimestre al 63,3% del secondo trimestre.

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Nel dettaglio, l’occupazione maschile diminuisce (-0,6%) e aumenta quella femminile (+1,1%). Aumentano in particolare le donne con lavoro indipendente (+10,3); tra i lavoratori autonomi aumentano anche gli uomini (+2,5%). Aumenta l’occupazione nel settore dei servizi (+1,1%), in particolare per la crescita nel commercio, alberghi e ristoranti in primo luogo. Rimarchevoli la diminuzione nell’industria (-7,1%) e l’esplosione nell’agricoltura (+62,5%). Nell’industria pesa soprattutto il -22% nelle costruzioni, mentre il manifatturiero (+1,2) è tuttora in crescita. I disoccupati scendono del 10%, seguendo anche in questo la tendenza italiana (-9,3%) e del nord ovest (-15,8%): dimunisce la componente maschile del 21,9% e aumenta quella femminile del 2,7%, ma le disoccupate con precedenti esperienze lavorative aumentano (+10,3%). Crescono i liguri tra i 15 e i 64 anni che non sono occupati né disoccupati (+0,7%).

“Sono numeri incoraggianti, che segnalano una crescita modesta ma in fase con il resto d’Italia e del Nord Ovest e spingono a un lavoro ancora più intenso e mirato sulle fasce più a rischio, dai settori in crisi agli over 40 o 50 che perdono il lavoro – commenta l’assessore al Lavoro Gianni Berrino – ma la netta crescita del lavoro femminile, e in particolare delle donne con un lavoro indipendente, è un bel segnale di discontinuità su un fronte tradizionalmente critico. Numeri positivi, nonostante il reddito di cittadinanza abbia spinto alcuni a non cercare più lavoro e soprattutto non abbia fatto salire in alcun modo l’offerta di lavoro. Qualche numero dice che abbiamo lavorato bene: la crescita nei servizi e in particolare nel commercio a vocazione turistica, ad esempio, rende evidente la riuscita di una misura come il patto del lavoro nel turismo, che è stato rinnovato alla fine di maggio per l’ottimo riscontro avuto tra imprenditori e lavoratori e che a breve produrrà i nuovi bandi”.

“La crescita della nuova imprenditoria agricola e l’aumento generale dei lavoratori indipendenti sono un segnale di vitalità che fa sperare e che va sostenuto con misure adeguate – continua Berrino – forse la Liguria si sta lasciando alle spalle un passato in cui solo i grandi imprenditori facevano i grandi numeri nell’occupazione. Il lavoro in Ligura sta cambiando, la nuova occupazione non dipende più solo dalla grande impresa e dall’industria: c’è una nuova imprenditoria più legata alle eccellenze territoriali turistiche, ambientali, artigianali e all’innovazione tecnologica”.

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