Genova, “Omaggio ad Aurelio Caminati”

Al al Museo della Commenda di Prè una raccolta di diciotto opere in parte inedite che il maestro genovese, scomparso nel 2012, ha realizzato su tela, su tavola e su lamiera

Genova | Si inaugura oggi pomeriggio alle ore 17:30 al Museo della Commenda di Prè di Genova la mostra “Omaggio ad Aurelio Caminati”, una raccolta di diciotto opere in parte inedite che il maestro genovese, scomparso nel 2012, ha realizzato su tela, su tavola e su lamiera. Curata da Claudio Castellini e Luciano Caprile, autore del testo critico inserito nel catalogo edito da De Ferrari Editore che accompagnerà l’esposizione, la mostra sarà organizzata da ConTemporary Gallery – servizi per l’arte in collaborazione con Mu.MA, Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione e Cooperativa Solidarietà e Lavoro. All’inaugurazione di giovedì 12 settembre alle ore 17.30, insieme ai curatori, parteciperà Nicoletta Viziano Presidente Mu.MA. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Una mostra “in sintonia con la Commenda perché Caminati è riuscito a interpretare le situazioni e le contraddizioni di una umanità che ben rappresenta i tanti ospiti transitati in questo complesso museale”.

Partendo da un olio su tela del 1963 intitolato “America America” dove è evidente la sua personale rivisitazione della Pop Art, per giungere all’opera “Hippy” del 1975 che «certifica il suo approdo critico all’Iperrealismo che caratterizzerà una delle sue molteplici stagioni, la mostra si svilupperà passando per una serie di lavori dei primissimi anni Settanta rivolti a uno dei suoi temi preferiti, il “Falso ideologico” che egli ha coltivato fino a istituire un ideale museo. In questa circostanza egli ha recuperato e rielaborato in particolare alcuni celebrati temi o dipinti anche dei secoli passati “inquinandoli” e rivitalizzandoli con personali citazioni. A tal proposito meritano di essere citate opere quali la seducente “Calliope” del 1970 e la lamiera cromata del 1971, intitolata “High style”, che accoglie e distilla presenze della contemporaneità intorno al volto di una fanciulla dai tratti rinascimentali.» Il Museo della Commenda di Genova, dove è allestita la mostra, fa parte dell’antico complesso dell’Ospitale della Commenda, segnalato nelle guide internazionali, è costituito da un museo e due pregevoli chiese sovrapposte. Fu costruito nel 1180 come luogo di assistenza a pellegrini e crociati che si recavano o tornavano dalla Terrasanta. È stato scelto come sede del Museo dell’Emigrazione italiana. (effe)

Aurelio Caminati (Genova, 1924 – 2012). «Gli inizi, negli ultimi anni Quaranta, sono stati caratterizzati dall’adesione a un realismo sociale che, nel suo caso, si nutre di un paesaggismo umorale e di propositi interpretativi dell’umanità dei lavoratori. La carica introspettiva e l’interesse specifico per la scrittura pittorica e per le atmosfere d’ambiente hanno connotato poi una serie di opere: I lupanari e la carne, tese all’individuazione psicologica della condizione dell’uomo. Nel 1956 ha partecipato alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, e nel 1958 ha esposto a Roma (Galleria L’Aureliana) una serie di ritratti di personaggi sradicati all’insegna de Il feticcio dell’uomo cui fanno seguito larvali e fantasmatiche presenze non estranee alle lezioni di Giacometti e di Bacon. Nel 1963, sulla scia della Pop Art, ha inaugurato un modo di fare scultura e ceramica affrontando il tema dei “nuovi miti” (i nostri totem quotidiani) e successivamente si è accostato ai modi dell’Iperrealismo passando per una figurazione già fortemente citazionista, vicino, in questo, ai montaggi di Arroyo e di Aillaud, con i quali ha esposto. Affascinato dai meccanismi e dalle potenzialità di indagine della fotografia e dalle proposizioni narrative dell’arte concettuale ha operato una sorta di messa in scena della pittura, transcodificando la cultura e le tecniche di alcuni testi pittorici. Nei primi anni Ottanta la sua pittura è tornata al quadro e alla eterogeneità delle citazioni ricelebrando, col recupero dei linguaggi tradizionali, l’attenzione all’iconografia classica in chiave postmoderna. Ha tenuto la prima personale nel 1950 alla Galleria Bergamini di Milano, dopo essersi messo in luce in numerose mostre collettive nazionali e internazionali tra cui Biennali del Mare, Premio Michetti, Premio Casale Monferrato e Premio Marzotto. Dell’intenza attività espositiva si ricordano alcune personali a partire dagli anni Ottanta: Palazzo Bianco, Genova, 1982; Palazzo dei Priori, Volterra, 1983; Galleria Caterina Gualco, Genova, 1988, 2004; Galleria La Polena, Genova, 1989; Galleria Orti Sauli, Genova, 1992; Galleria Cristina Busi, Chiavari, 1993; Palazzo Ducale, Genova, 1998; Casinò, Sanremo, 1999; Galleria La Stella, Albisola, 2002; Urban Retreat Gallery, Dublino, 2007; Caffetteria di Palazzo Reale, Genova, 2010 (ceramiche inedite); Laboratorio Ceramico Marco Tortarolo, Albisola, 2011. Inoltre, nel 2014, un’importante retrospettiva di ceramiche è stata presentata dall’atelier di Giovanni Poggi nel Salone della nuova sede degli Alpini di Albisola.»

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