Funghi: il clima favorisce l’annata ligure

Da levante a ponente con porcini, ovoli reali, finferli, mazze di tamburo, trulle e, a quote più alte, le “combette”: ma prima di cimentarsi nella ricerca è indispensabile dotarsi di tesserino e rispettare sempre i regolamenti comunali

Funghi raccolti nel savonese

Albenga / Savona | Da levante a ponente con porcini, ovoli reali, finferli, mazze di tamburo, trulle e, a quote più alte, le “combette”: le ultime piogge, e l’abbassamento delle temperature, hanno creato le condizioni favorevoli alla crescita dei funghi e la “vendemmia dei boschi” della Liguria si prospetta quantitativamente e qualitativamente buona. Per essere rigogliosa la nascita dei funghi richiede, quali condizioni ottimali, terreni umidi senza piogge torrenziali, buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. Che sia nella Valle Arroscia in provincia d’Imperia, nelle faggete della Val Fontanabuona del genovesato, nella spezzina Val di Vara o a Sassello, la località definita il Regno del Porcino, quest’anno la raccolta dei funghi in Liguria darà grandi soddisfazioni ai tanti appassionati che, cestino alla mano stanno battendo i boschi alla ricerca di questo frutto ricco di proteine, potassio e fibre, poco calorico, povero di sodio e del quale in Italia ne viene consumato mediamente all’anno circa un chilo a testa. E la buona quantità di funghi trovati si nota già nei menù autunnali degli Agriturismi di Campagna Amica dove si rileva un tripudio di questo prodotto con i fiori di zucchine ripieni di finferli, il classico risotto ai funghi, fino ai funghi fritti e funghi con le patate alla boscaiola.

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Ma è bene fare attenzione e rispettare i regolamenti comunali per evitare di incorrere in multe salate: nei Comuni dell’entroterra è richiesto il possesso di un tesserino obbligatorio, acquistabile presso i 31 Consorzi presenti, mentre in quelli costieri la raccolta è libera. Il tesserino, unitamente ad un documento di identità in corso di validità deve essere esibito, qualora richiesto, agli organi di vigilanza autorizzati e ben riconoscibili. Il quantitativo massimo consentito per la raccolta è di 3 kg di Porcini e affini e di 1 kg di Amanita caesarea. Vige anche l’obbligo di indossare giubbini ad alta visibilità. “L’attività di ricerca – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri che arrivano nel nostro entroterra, ma svolge anche una funzione economica importante a sostegno delle aree interne boschive, dove rappresenta una valida integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali. La nostra è la regione italiana a più elevato indice di boscosità, con i boschi che ricoprono una superficie di circa 375.000 ettari: per noi il bosco è una risorsa che va salvaguardata e i frutti spontanei che ci dona, come funghi e castagne, vanno valorizzati come eccellenze del nostro territorio, sempre nel pieno rispetto delle regole comunali. È necessario inoltre evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi conosciuti non fidandosi assolutamente di detti e dei luoghi comuni, ma rivolgersi sempre per controlli, in caso di incertezza, ai Comuni o alle Unioni micologiche ed, infine, utilizzare cestini di vimini evitando buste di plastica. Per chi preferisce ricercarli tra gli scaffali è sempre bene verificare l’indicazione del luogo di raccolta o coltivazione sulle etichette o su appositi cartellini, dal momento che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei. E infine se si vuole gustare un piatto a base di funghi nostrani consigliamo di rivolgersi agli agriturismi del circuito Campagna Amica dove è sempre possibile scoprire tutti i frutti di stagione, spontanei e non, attraverso le ricette della tradizione locale”.

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Per la raccolta dei funghi ecco alcune regole importanti a cui attenersi: documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche; comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria; attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia; consultare i bollettini meteo e stare attenti al cambio del tempo; in caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati; usare scarpe e vestiti adatti con scorte di acqua e cibo; non raccogliere funghi sconosciuti; verificare i limiti alla raccolta di funghi con i servizi micologici territoriali; pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio; per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati che proteggono il fungo.

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