Albenga Jazz Festival 2019, gran finale con Federico Marchesano Atalante feat. Louis Sclavis

Nella foto: Louis Sclavis (Photo Credit: 2016 ®Luc Jennepin)

di Alfredo SgarlatoGran finale per l’Albenga Jazz Festival 2019 con Federico Marchesano Atalante feat. Louis Sclavis. Accanto al clarinettista francese, tra i massimi interpreti dello strumento, tre giovani e talentuosi strumentisti italiani: Marchesano al contrabbasso, autore di tutti i brani, Enrico Degani alla chitarra classica, scelta inusuale per un gruppo jazz, e Mattia Barbieri alla batteria. Il gruppo prende il nome dal film capolavoro di Jean Vigo, opera leggendaria su cui prima o poi varrà la pena di tornare. Una proposta ancora molto diversa dalle due precedenti: stavolta ascoltiamo un jazz molto contaminato con altri linguaggi, com’è nella natura dell’eclettico Sclavis e del compositore Marchesano, che dopo il concerto mi conferma la sua passione per il Prog Rock.



I brani sono lunghi, raffinati, con una struttura complessa che mette in mostra sia le qualità compositive di Marchesano, sia il talento espressivo di tutti e quattro i musicisti come solisti. I brani sono spesso costruiti su un ostinato di chitarra e contrabbasso, su cui Sclavis improvvisa sfruttando tutte le qualità espressive dello strumento, spingendo il clarinetto basso sulle note più alte, e il clarinetto su quelle più basse, mentre il brillante tappeto percussivo di Barbieri fa sembrare semplici patterns ritmici molto complicati. Tutti e quattro i musicisti hanno ampio spazio solista, sia nel corso dei brani che come introduzione al tema, Degani è un chitarrista molto originale, a tratti può ricordare Bill Frisell, ma ha un fraseggio molto particolare, Marchesano esegue bei solo anche usando l’archetto, e Sclavis dà il massimo in un lungo solo in cui usa la respirazione circolare e sfuttando anche la voce imita le sonorità dei fiati mediorientali.



Molte influenze compaiono nelle melodie, dalle musiche etniche al Canterbury Rock, creando un jazz molto moderno e originale, che è stato molto apprezzato dal numeroso pubblico presente (ho sentito commenti entusiasti anche da persone che conosco come appassionati di generi molto diversi). L’intesa tra i musicisti è notevole, Atalante è un quartetto che può lasciare il segno nel percorso del jazz europeo.

Questa è stata un’edizione dell’Albenga Jazz Festival veramente riuscita, con proposte musicali varie e sofisticate, che hanno rappresentato un forte salto di qualità per la rassegna, in un periodo in cui è difficile tirare avanti per chi propone musica di qualità dal vivo. Complimenti ai volontari dell’Associazione Le Rapalline in Jazz e al fonico Alessandro Mazzitelli per il grande lavoro svolto, appuntamente al 2020, e adesso sta al Comune garantire una prossima edizione altrettanto qualitativa.



*Foto di Cinzia Vola

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