“Ciò che possiamo fare”, Edith Stein e Lella Costa

Savona / Albissola Marina. Questa sera, martedì 20 agosto, in Piazza della Concordia alle ore 21,15 ci sarà un incontro con l’attrice e scrittrice Lella Costa che presenterà il suo libro “Ciò che possiamo fare. La libertà di Edith Stein e lo spirito dell’Europa” (edizione Solferino); modera Renata Barberis. L’incontro con Lella Costa è parte del Festival Parole ubikate in mare, organizzato dalla Libreria Ubik e dal Comune di Albissola. Lella Costa, attrice, scrittrice e doppiatrice, ha al suo attivo trasmissioni radiofoniche e televisive particolarmente innovative autrice di monologhi da lei portati con successo in teatro. Ha anche partecipato ad alcune esperienze cinematograifhce interessanti (si ricordi Ladri di saponette di Maurizio Nichetti). Molto attiva nel mondo dell’associazionismo promuove da anni l’attività di Emergency ha dato la sua voce per lo spot di Peacereporter e si è sempre distinta nelle battaglie a difesa dei diritti civili.



IL LIBRO. “Ciò che possiamo fare. La libertà di Edith Stein e lo spirito dell’Europa”. «Una donna. Che nasce ebrea, muore in quanto ebrea, e che sarà santificata dalla Chiesa cattolica. Che diventa l’allieva prediletta di uno dei più grandi filosofi del Novecento e a cui verrà negata la carriera accademica. Che si impegna per i diritti delle donne e si farà suora di clausura. Una vita sempre in prima linea: dalle aule universitarie agli ospedali da campo della prima guerra mondiale, dalla scelta appassionata della conversione all’orrore di Auschwitz. Edith Stein è un luminosissimo enigma, una storia di una chiarezza cristallina che getta ombre in ogni direzione, mutevoli. Che in qualche modo riassume il Novecento e parla di noi al punto da essere divenuta patrona di tutta l’Europa come santa Teresa Benedetta dalla Croce. Lella Costa si confronta con Edith in un libro che ne ripercorre la parabola umana e si misura con il suo pensiero, un ideale dialogo a distanza tra due donne di buona volontà: diversissime ma alleate per tutto ciò che conta. Per il pensiero nell’era dell’ignoranza. Per le donne nel tempo delle discriminazioni: Per le appartenenze che fondano e nutrono l’Europa nella tempesta del populismo. La voce di Edith Stein oggi ci parla ancora: dell’Olocausto ancora possibile della pace conquistata a caro prezzo dell’accoglienza e del coraggio più che mai necessari.»



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