Albenga jazz festival 2019, dalle note di Coltrane all’imperdibile clarinetto di Louis Sclavis

Nella foto: Louis Sclavis (Photo Credit: 2016 ®Luc Jennepin)

di Alfredo Sgarlato. Albenga. Nuova edizione per l’Albenga Jazz festival, che torna finalmente alla durata di tre serate. Si comincia lunedì 19 agosto con Carlo Atti 4et plays Coltrane. Atti è un tenorsassofonista non noto quanto meriterebbe, dal suono forte e pulito, perfetto sia per le ballads che per i temi veloci. Al suo fianco il pianista Danilo Memoli, dallo stile classico, ritmato e melodico insieme. La sezione ritmica composta da Marc Abrams ed Enzo Carpentieri è di livello internazionale. La serata sarà ispirata dalla musica di John Coltrane (ammesso che esista musica contemporanea che prescinda da Coltrane), proponendo brani sia suoi che di contemporanei. Atti tra le sue molte collaborazioni ne ha anche una con Freak Antoni, e questo è motivo di invidia.

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Martedì Philippe Petrucciani con On Air trio. Una collaborazione italo (anzi proprio ligure) francese: accanto ai nostri Alessandro Collina e Rodolfo Cervetto i francesi Marc Peillon e Philippe Petrucciani, fratello dell’indimenticabile Michel, che però ha scelto la chitarra. Quartetto ormai rodato, affiatato, che proporrà brani di ambedue i fratelli Petrucciani, col gusto e la tecnica, raffinata ma non invadente, che caratterizza questi quattro solisti.

Mercoledì 21 agosto, gran finale con Federico Marchesano Atalante featuring Louis Sclavis. Avere ad Albenga il grandissimo clarinettista francese non è solo un grande onore ma un’occasione imperdibile. Sclavis, sessantasei anni, inventore del “folk immaginario” (una musica che fonde jazz e suggestioni etniche, soprattutto balcaniche), è uno dei maestri assoluti dello strumento. Ricordo una sua infiammata esibizione, purtroppo ascoltata solo alla radio e non di persona, in trio con John Surman e Gianluigi Trovesi, in cui le possibilità del clarinetto erano portate al massimo. Sclavis ha suonato coi maggiori esponenti di tutti i filoni del jazz, e sa cimentarsi con ogni linguaggio.

Curiosità per cinefili: “L’Atalante”, il film che ispira le composizioni di Marchesano, è il film le cui immagini, citate in centinaia di altri, appaiono nella sigla di “Fuori Orario”, la notte di Rai3. Secondo lungometraggio di Jean Vigo, che si ammalò e morì a 29 anni poco dopo le riprese, fu a lungo censurato, poi ritrovato ed esaltato da alcuni come più bel film della storia.

Tre ottime serate di musica, che saranno a ingresso libero, e non sono molti i festival jazz che mantengono questa scelta.

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