Albenga, il criminologo Padovano: “I dati sulla criminalità ci potrebbero far dormire tranquillamente, bisogna migliorare la percezione”

Albenga. Padovano: “L’assessorato alla sicurezza? Una proposta che ho fatto in diverse realtà e che volevo portare anche ad Albenga, ma il sindaco Tomatis mi ha anticipato, si sta andando nella direzione giusta”; il sindaco: “Uno dei punti principali credo sia quello della prevenzione. Bisogna lavorare molto sui giovani. Come? Coinvolgendoli, magari anche attraverso lo sport”. Stefano Padovano, criminologo, curatore dell’Osservatorio sulla sicurezza urbana e la criminalità organizzata” della Regione Liguria ha presentato ieri sera ad Albenga “strategica Albenga” il testo frutto della convenzione siglata un anno fa in rapporto collaborativo tra UniGe e Comune di Albenga.

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Ad introdurre la serata – moderata dal giornalista Alberto Sgarlato – è stato il sindaco Riccardo Tomatis che afferma: “Il tema della sicurezza è argomento difficile e delicato. Durante la campagna elettorale è stato affrontato, non sempre nella maniera giusta. Qualcuno ha definito Albenga insicura, non pensando, forse, al grave danno che si stava arrecando alla Città. Ora è il momento di guardare oltre e di continuare a lavorare in modo deciso.” “La nostra Città ha già iniziato diversi percorsi di sicurezza attraverso la collaborazione con i comitati e i privati cittadini, cercando di migliorare la vivibilità di alcune zone e cercando di agevolare quanti hanno creduto e continuano a credere nell’ enorme potenzialità del nostro territorio. Attraverso le attività commerciali ci siamo riappropriati di molti spazi, ne è un esempio il Centro Storico che negli ultimi anni ha subito una vera e propria trasformazione positiva. Naturalmente siamo consapevoli che c’è da fare ancora molto e che tra i problemi principali di Albenga c’è quello dello spaccio. Mi chiedo, a tal proposito, se abbiamo mai preso in considerazione un aspetto: chi sono i consumatori? Purtroppo spesso sono i nostri ragazzi, figli di famiglie per bene che, però, cadono in questa “trappola”. È difficile rendersene conto e ancor di più ammetterlo, ma è proprio sui giovani che dobbiamo intervenire. Come? Con la prevenzione, attraverso l’informazione, ma ancor di più coinvolgendoli in attività positive. A chi mi chiede come risponderei: portando i ragazzi sui campi da calcio (naturalmente a titolo esemplificativo)”.

“Lo studio del Professor Padovano è molto importante e ci da’ un punto dal quale partire per migliorare la nostra Città” conclude Tomatis. Ad intervenire, poi, l’assessore alla sicurezza Mauro Vannucci che afferma: “L’Amministrazione di cui faccio parte ha avuto coraggio nel creare un assessorato alla sicurezza. Non era una mossa scontata e, in parte, poteva essere anche “pericolosa”. Qualcuno poteva pensare: Ma si crea questo assessorato perché Albenga non è sicura? No, non è stato questo il motivo. Il sindaco ha deciso di non abbassare la guardia sul tema. La Città, se vuole raggiungere obbiettivi ambiziosi, deve collaborare con l’Amministrazione, proprio per questo oggi, oltre al Professor Padovano e Professor Verde vorrei ringraziare i cittadini ed in particolare coloro che hanno creato i comitati di controllo del vicinato riconosciuti dalle Prefetture. “Strategica Albenga” è uno studio importante posto in essere direttamente sul territorio. L’Amministrazione non può perdere nessuna occasione per ascoltare i consigli della cittadinanza e degli esperti. La scienza e le fasi di studio servono per capire come affrontare il problema ed ottenere buoni spunti per migliorare”.

A spiegare alcuni tratti del lavoro posto in essere, è stato proprio il Professor Padovano – supportato da alcuni interventi del Professor Verde – che per “Strategica Albenga” si è confrontato con i cittadini (sia italiani che stranieri per capire i vari punti di vista), con i giovani, le categorie, le associazioni del territorio, i comitati cittadini e, più in generale, entrando a diretto contatto con il tessuto sociale ingauno. Quello che è emerso dallo studio (per approfondimenti il riferimento è libro “Strategica Albenga”) è stato che i dati relativi ai reati commessi sono, in realtà, incoraggiati, sia dal punto di vista “numerico” che per la “gravità” delle fattispecie criminose poste in essere sul territorio (tra i timori maggiori dei cittadini quello di subire piccoli furti ad esempio il furto della bicicletta). Da migliorare, invece, la percezione della sicurezza, specie in alcune zone della città.

È stato affrontato, durante la serata, quindi, un tema particolare, come il “bello” appaia sicuro, mentre il “brutto” generi immediatamente un senso di insicurezza. Commenta Padovano: “Devo dire che non sono mai stato influenzato dall’Amministrazione, questo è un dato positivo e per nulla scontato. L’ex sindaco Cangiano quando abbiamo stipulato la convenzione ha voluto gettare le basi per migliorare l’aspetto della sicurezza ad Albenga e lo ha fatto pur sapendo che, nel frattempo ci sarebbero state le elezioni e che, quindi, non c’era certezza sulla possibilità di proseguire questo percorso. Il mio lavoro, però, non è assolutamente politico. Io sono un tecnico e, come tale mi sono basato su dati e testimonianze raccolte. Ricordo alcuni incontri con Cangiano, ma anche quelli con Rosy Guarnieri e la consigliera Cristina Porro. Il mio lavoro ha voluto essere super partes per poter diventare una sorta di “manuale” attraverso il quale qualunque amministrazione avrebbe potuto trovare idee e ispirazione”.“I dati ad Albenga sono rassicuranti – continua Padovano riferendosi in particolare alle fonti ufficiali della Prefettura, ma anche a quanto raccolto dalle forse dell’ordine ed in particolare dalla polizia locale la prima, viene sottolineato, ad avere un contatto diretto e una percezione chiara del territorio -, ma c’è ancora molto da fare sul percepito. Lavorando con diverse amministrazioni mi è capitato di proporre di istituire assessorati ad hoc per la sicurezza. Era una delle proposte che volevo fare anche ad Albenga, ma il sindaco Tomatis mi ha anticipato. Credo che questo sia sicuramente positivo e che si stia facendo molto, ma ancora tanto c’è da fare soprattutto per riprendersi alcune zone della Città. Sono disposto a collaborare mettendomi a disposizione del Comune per trovare qualche accorgimento che potrà fare la differenza ad Albenga”.

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