Ricerche in corso: a Finale Ligure subacquei e incursori della Marina militare

Finale Ligure. Nuova trasferta nelle acque finalesi per il personale del Comsubin, il Comando Militare Subacquei e Incursori, impegnato a trovare sempre nuovi indizi sulle vicende militari che, in epoca napoleonica, cambiarono la storia europea. Una nave e un furgone, entrambi equipaggiati con le più moderne tecnologie oggi disponibili in campo militare (e letteralmente impensabili in campo civile), sono giunti a Finale Ligure nella mattinata di lunedì 3 giugno e si tratterranno fino a mercoledì 5 giugno. Racconta Alessandro Garulla, presidente della Associazione Culturale 1795, che si occupa di portare avanti con impegno e dedizione questi studi: “Sono felice di constatare che tra il Comune di Finale Ligure, che conduce un ruolo di tramite con le forze armate, con il personale della Marina Militare e con la Soprintendenza ai Beni Culturali della Liguria si è instaurato un ottimo dialogo e un solido rapporto di fiducia e collaborazione”.

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“Come è noto – prosegue Garulla – le ricerche, intraprese a partire dal 2015, hanno rivelato risvolti emozionanti su quella che oggi è universalmente conosciuta come la prima vittoria navale di Horatio Nelson, quando ancora non era nemmeno Ammiraglio. I ritrovamenti, infatti, rivelarono i resti di una scialuppa francese che tentava la fuga dopo l’attacco alla nave Ça Ira. Furono ritrovati strumenti per la navigazione, come un ottante, armi ancora con la polvere pirica dentro, pronte per un disperato tentativo di estrema difesa, e tutto ciò che l’equipaggio era riuscito a salvare dalla nave, dagli orologi da taschino alle stoviglie da cucina. Ora però – prosegue Garulla – tenteremo ancora di più: in base alle informazioni che la Marina Militare riuscirà a trarre da questa nuova spedizione, proveremo a ricostruire la rotta della fuga. Presumiamo che la scialuppa volesse raggiungere Porto Vado, dove era presente una postazione con due cannoni francesi, alla quale non arrivò mai”.

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Come è stato anche per tutte le altre ricerche condotte da quattro anni a questa parte, “l’Associazione culturale 1795 è estremamente cauta e non vuole creare false speranze”: “Siamo ben consapevoli del fatto che lo specchio d’acqua è vasto e che tutto ciò è come cercare un ago in un pagliaio. Al momento abbiamo formulato delle ipotesi, ma è necessario essere prudenti, lavorare duro e trovare le informazioni necessarie a suffragare quanto finora abbiamo solo immaginato”. Per la ricerca, il Comsubin sta adoperando un sonar di tipo “Swansea” che viene posto a 15 metri di distanza dal fondale marino e copre un’area di scansione di 20 +20 metri (cioè 20 metri per parte). Tutti i dati raccolti verranno poi analizzati in modo approfondito presso la sede del Comsubin di La Spezia e, in base alle informazioni ricavate, sarà prevista una nuova trasferta nelle acque di Finale Ligure con attrezzature tecnologicamente ancora più potenti per una ulteriore analisi approfondita. Questo impiego di tecnologie, inoltre, per la Marina Militare ha un importante valore addestrativo: normalmente questo genere di esercitazioni vengono condotte per identificare e disinnescare ordigni risalenti alle due guerre mondiali. In questo caso si va un po’ più indietro nel tempo per riscoprire e valorizzare un patrimonio culturale di valore internazionale.

E la dimostrazione del valore di questi ritrovamenti si è avuta con il successo della mostra “Periscano tutti i tiranni”, svoltasi nel mese di aprile nel plesso di Santa Caterina a Finalborgo. La eco è arrivata anche a riviste e televisioni estere, con migliaia di visitatori anche da scuole e università italiane, ospiti illustri in visita tra militari di alto grado, politici ed europarlamentari e partecipazione all’inaugurazione degli ultimi discendenti di Napoleone, Nelson, Caracciolo. A tal proposito, l’Associazione Culturale 1795, che ha curato l’evento, commenta: “Vogliamo esprimere la nostra gratitudine a tutta l’amministrazione comunale di Finale Ligure, che ci ha sostenuto in questo progetto, ed in modo particolare all’assessore alla cultura Claudio Casanova, che è stato attivo e presente in ogni fase della realizzazione di questo evento”.

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