Liguria, polemica in Consiglio sulla proposta di legge 32 per la qualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica

Cartelli interrogativi

Savona / Genova. Oggi in consiglio regionale si è discusso del DDL per “la qualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica”, la Proposta di legge 32 “Integrazione alla legge regionale 6 giugno 2008 n.15 (Incentivi alle piccole e medie imprese per la riqualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica). Nella seduta del mattino è proseguito il dibattito avviato nella seduta pomeridiana del 15 aprile scorso, con le relazioni di minoranza e la discussione generale sul provvedimento. Nel pomeriggio con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 11 contrari (minoranza) è stata approvata la Proposta di legge n.32 presentata da Alessandro Piana, Stefania Pucciarelli, Alessandro Puggioni, Giovanni de Paoli, Franco Senarega e Vittorio Mazza della Lega Nord Liguria-Salvini e da Andrea Costa (Liguria Popolare). Il provvedimento prevede che, nel caso di piccole e medie imprese che svolgono attività ricettiva, i contributi regionali siano accessibili solo se il ricavato o il fatturato dell’attività ricettiva degli ultimi tre anni deriva prevalentemente dall’attività turistica. Sono escluse dall’integrazione legislativa le attività di accoglienza non turistica conseguenti a calamità naturali, altri eventi determinati da calamità naturali, incidenti di particolare rilevanza o l’esecuzione di specifici provvedimenti coattivi. Nel dibattito del pomeriggio sono intervenuti nuovamente Marco de Ferrari (Mov5Stelle) e Giovanni Lunardon (Pd), che hanno ribadito il voto contrario alla proposta di legge. È intervenuto anche Franco Senarega (Lega Nord Liguria –Salvini) che ha precisato: «Non è un provvedimento contro nessuno, ma che intende premiare la libera impresa che potrà godere di contributi regionali».

IL DIBATTITO IN AULA QUESTA MATTINA

Luca Garibaldi (Pd) ha proseguito l’illustrazione della relazione di minoranza, iniziata nella seduta del 15 aprile:«È un provvedimento singolare e squalificante perché – ha detto – definisce “buoni” gli imprenditori solo fino a quando non rispondono ai bandi per dare ospitalità agli stranieri richiedenti asilo, ma, ipocritamente, la norma viene scritta in modo non trasparente rispetto al vero fine della legge, perché la maggioranza non ha il coraggio di dire fino in fondo ciò che vuole fare». Garibaldi ha sottolineato che finora non sono stati dati fondi per la riqualificazione del settore e il provvedimento sarebbe, quindi, inutile, solo propagandistico e demagogico mentre «la norma è intollerabile – ha aggiunto – da un punto di vista politico e rispetto ai valori e ai principi dell’accoglienza e della solidarietà, è un’operazione becera e dannosa». Il consigliere, infatti, ha sottolineato: «Questa norma finisce per danneggiare il tessuto economico imprenditoriale» e ha annunciato voto negativo.
Giovanni Lunardon (Pd) ha presentato la relazione di minoranza in cui ha definito la norma «incompatibile con la dignità del Consiglio regionale, è una legge manifesto, poco più che una marchetta elettorale che porta a sollecitare gli appetiti di un certo elettorato. E’ una legge discriminatoria con cui si violano i principi della libera concorrenza e dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e si avvia ad essere impugnata per evidente incompatibilità con il nostro dettato costituzionale». Secondo Lunardon «è una legge nazista perché si discriminano gli imprenditori che fanno accoglienza marchiandoli con un bollino rosso». Il consigliere ha aggiunto: «E’ una legge vergognosa che rappresenta una fase buia che in questo Consiglio non avremmo mai voluto conoscere». Lunardon ha accusato: «È una legge che non serve a nulla perché il Governo attuale ha già devastato, successivamente alla presentazione di questa proposta, la rete dell’accoglienza diffusa». Il consigliere ha invitato, dunque, i firmatari a ritirare la proposta di legge che – ha aggiunto – non rispetta la libera concorrenza e ha rilevato che il garante si è già espresso negativamente su norme analoghe.
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra& liberaMENTE Liguria) è intervenuto nel dibattito e ha espresso perplessità sul testo ricordando che alcune associazioni di categoria hanno dato parere negativo sul provvedimento. «Questa proposta – ha aggiunto – è inopportuna e non utile al tessuto socioeconomico della Liguria, creerà contraddizioni, non accontenta le categorie interessate ed è contraddittoria». Secondo il consigliere, inoltre, questo provvedimento rischia l’impugnazione perché sarebbe in contrasto con normative nazionali e comunitarie ed è stato proposto «solo per segnare il perimetro di uno spazio politico e vi si rileva una nota di razzismo molto pericolosa».
Andrea Melis (Mov5Stelle) ha rilevato: «L’impresa che fa accoglienza spesso ha difficoltà nella propria attività ordinaria». Il consigliere ha sottolineato, infatti, che questo intervento «taglia le gambe alle strutture non di lusso che si sono rese disponibili per i progetti di accoglienza. La norma – ha aggiunto – è inoltre debole rispetto ai parametri della legittimità costituzionale». Melis ha aggiunto: «Questa proposta è inutile perché crea ulteriori difficoltà alle strutture ricettive che si trovano in luoghi dove ci sono minori flussi turistici e contiene un principio punitivo».
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha ricordato che in Commissione le associazioni di categoria consultate hanno espresso un parere negativo. «Questa proposta è un testo vuoto e di propaganda che non aiuta il turismo e non risolve il problema dell’assistenza sociale». Secondo il consigliere il tema dell’accoglienza non va strumentalizzato: «Questo testo è irricevibile e ha motivazioni solo propagandistiche, con un baricentro fuori controllo e rischia, come è già accaduto, di cadere nel baratro dell’incostituzionalità, quindi si rischia di sprecare denaro pubblico su una legge che sarà bocciata dalla Corte Costituzionale».
Fabio Tosi (Mov5Stelle) si dichiara stupito che nessuno dei proponenti sia intervenuto fino ad allora nel dibattito e ha rilevato che la proposta di legge è superata in quanto il numero di stranieri irregolari nel corso degli ultimi anni è sensibilmente calato. «Propongo – ha aggiunto – che questo provvedimento sia riportato in commissione per apportare le dovute modifiche. Chiedo, inoltre, quante sono in Liguria le strutture ricettive che hanno beneficiato del supporto economico per fare attività di accoglienza».
L’assessore al turismo Gianni Berrino è intervenuto per puntualizzare le risorse messe a disposizioni attraverso il bando del 2017 per le piccole e medie imprese del settore.
Paolo Ardenti (Lega Nord Liguria-Salvini) è intervenuto per replicare ai consiglieri di minoranza. «Per la Liguria il turismo è un’importante risorsa economica. Noi accoglieremo – ha assicurato – chiunque fugge dalla guerra ma, in questo caso, il problema riguarda la correttezza delle norme sui fondi che vanno a chi fa promozione turistica. Chi vuole fare impresa in Liguria sull’accoglienza può farlo e lo ha già fatto. Invito i consiglieri di minoranza di mettere da parte l’ipocrisia – ha aggiunto – e di presentare una proposta di legge per chiedere che la Regione dia fondi a chi fa accoglienza». Ardenti ha rigettato nettamente le accuse di razzismo e nazismo contro la Lega rivolte dai consiglieri di minoranza. «Noi continueremo convinti – ha concluso – che questa norma vada votata perché è solo una norma di correttezza nei confronti delle imprese che, nonostante le difficoltà, hanno deciso di continuare a fare solo promozione turistica e non altro».
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha ribadito: «Questa proposta di legge è vuota e propagandistica, viola i principi della libera concorrenza ed è discriminatoria e incostituzionale». Il consigliere ha annunciato il voto negativo. «Tutte le associazioni di categoria – ha concluso – si sono dichiarate contrarie perché la norma modifica la libertà di impresa e interviene, inoltre, in maniera retroattiva».

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